Riparte la sfida a distanza Roma-Juve
Giallorossi a Empoli, i campioni ospitano l’Udinese. Tavecchio, via alla rivoluzione
ROMA. Si ricomincia con la Roma a Empoli, la Juve in casa contro l’Udinese e i riflettori puntati su Zaza e Torres. Più che i problemi di Roma e Juve, ha fatto clamore nell’ultima settimana proprio l’ascetica biografia della «rivelazione« azzurra, che preferisce uscire a cena con mammà invece che con un’attrice (cambierà idea? Intanto si è sbarbato…). Dello spagnolo del Milan sono noti il portafoglio a mantice e l’idiosincrasia per il gol (si riscatterà?). Intanto un altro asceta, Thohir, ha fatto sapere di essere diventato socio di Moratti «per volere di Dio». Più prosaicamente, nella battaglia dei tre punti, a prima vista la Roma dovrebbe fare un boccone dell’Empoli, anche se in casa giallorossa (De Rossi, Totti e Tavano che era romanista come l’ex tecnico empolese Spalletti in panchina) ricordano ancora la batosta presa il 10 febbraio 2007 (1-0, gol di Pozzi) per mano della squadra di Cagni, che arrivò settima (Roma seconda dietro l’Inter). Ma chissà se sarà davvero una passeggiata per la squadra di Garcia, che dovrebbe tenere in panchina Totti (Destro) e Iturbe (Florenzi) in vista della Champions. Garcia ha detto di non ricordarsi con chi giocherà mercoledì la Roma: Empoli più importante.
Totò Di Natale, a punteggio pieno con la sua Udinese e capocannoniere del campionato, sfiderà la Juve a domicilio dove i campioni l’anno scorso hanno vinto tutte le partite.Stramaccioni -che con l’Inter passò allo Juventus Stadium (3-1) due anni fa- sarà privo di Gabriel Silva e Domizzi. Allegri è partito bene, a Verona, ma le importanti defezioni (Chiellini, Pirlo, Vidal) gli fanno temere qualche intoppo.
Intanto ieri si è svolto un attessissimo consoglio federale. «È l'inizio della nuova governance» ha detto Carlo Tavecchio che ha nominato diretore generale della Figc Michele Uva al posto di Antonello Valentini. «Apriamo una nuova stagione delle riforme - ha spigato Tavecchio -, della modernizzazione della federazione e dell'organizzazione federale con criteri moderni e sburocratizzati. Arrivereo al più presto possibile ad una nuova riunione in cui si formalizzeranno le riforme che si possono fare subito e quelle che devono essere sottoposte al vaglio dei limiti statutari e delle Noif». La riforma dei campionati, «la madre di tutte le battaglie, per ridistribuire meglio le risorse», secondo il presidente federale, dovrebbe entrare in vigore «nell'arco del triennio». L’idea è quella di ridurre ancora il numero della società professionistiche e mettere un tetto alle rose.
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