La Nuova Sardegna

Sport

«Cambio di speaker? Non è colpa nostra»

«Cambio di speaker? Non è colpa nostra»

Prove di dialogo tra il vicepresidente della Torres Salaris e la voce storica del Vanni Sanna: «Porta sempre aperta»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Quarantanove anni trascorsi all’interno di un gabbiotto sono più di un ergastolo. Ma sono una condanna dolce se dall’altra parte del vetro c’è la squadra del cuore con la quale si sono condivise gioie e delusioni. Quarantanove anni significano migliaia di formazioni, lette anche quando l’ugola fa le bizze e il termometro consiglia di rimanere sotto le lenzuola. Un record nazionale che ha fatto di Angelo Sanna lo Speaker per eccellenza. La sua assenza, domenica, non poteva passare inosservata. E sta facendo discutere i tifosi. Tanto che la società, per bocca del vicepresidente Filippo Salaris, entra a gamba tesa nel dibattito per affermare che «Angelino non si discute e il suo ruolo non è mai stato messo in forse».

Solo un equivoco allora? In realtà le cose sono un pochino più complicate perchè dietro il silenzio di domenica c’è un problema che riguarda l’appalto per la gestione della pubblicità all’interno dello stadio e una trattativa andata male tra la società rossoblù e la Pubblicitas dei fratelli Renato e Giacomo Sanna (il cognome dice molto). Il mancato accordo non poteva non avere riflessi nei rapporti tra lo speaker e la dirigenza rossoblù.

«Sabato - racconta Salaris - abbiamo chiamato Angelo Sanna per chiedergli se era tutto in ordine per domenica e lui ci ha comunicato che l’indomani non sarebbe venuto allo stadio. Abbiamo capito il suo stato d’animo ma non possiamo confondere gli interessi della Torres con gli affetti per una persona per quanto stimata e benvoluta da tutti. Così siamo corsi ai ripari chiedendo a un altro speaker di sostituirlo alemeno per la gara con il Lumezzane. Ci è dispiaciuto ma non avevamo alternative. Questo non significa che sia venuto meno l’affetto nei suoi riguardi. La porta della Torres per Angelo Sanna è sempre aperta».

Parole distensive che però, per la piega presa dagli eventi, difficilmente riapriranno il gabbiotto fonico alla voce che ha accompagnato generazioni di tifosi sassaresi. «Noi ci speriamo - ha concluso Salaris – e siamo pronti a sederci a un tavolo per vedere se si può ripartire. Ci farebbe piacere festeggiare un compleanno importante e festeggiarlo con un successo che per Sassari sarebbe storico». Tra due settimane la Torres tornerà in casa. Vedremo chi ci sarà ai microfoni.

Intanto la squadra sta continuando al allenarsi in vista dela trasferta sul campo del Feralpisalò. Il programma è quello solito con una partitella questo pomeriggio che servirà per mettere a punto la formazione iniziale. (a.l.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La serata evento

Erula svela il suo abito tradizionale, modelli d’eccezione Caterina Murino e Pago

di Giuseppe Pulina
Le nostre iniziative