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«La Juventus non farà regali al Cagliari»

di Roberto Muretto
«La Juventus non farà regali al Cagliari»

Antonello Cuccureddu avverte i rossoblù: «Allegri farà giocare molte seconde linee ma questo non sarà un vantaggio»

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ALGHERO. Conosce l’ambiente bianconero come le sue tasche. Con la maglia della Juventus ha vinto tantissimo e non solo in Italia. Antonello Cuccureddu, tornato da poco più di un anno in pianta stabile ad Alghero, ora segue la squadra del cuore dalla tv. Ha gioito per la conquista del quarto scudetto consecutivo, ma sarebbe felicissimo se domani il Cagliari dovesse riuscire a fare l’impresa a Torino.

Le origini. «Sono sardo, per questa regione avere una squadra in serie A è motivo di orgoglio. Mi auguro che i rossoblù riescano a fare il colpaccio, anche se non riceveranno regali. La mentalità non è cambiata da quando giocavo io, bisogna vincere sempre e ogni risultato diverso viene mal digerito».

Juve 2. La squadra di Festa non può perdere se vuole tenere accesa la speranza. Forse nemmeno un pari sarebbe sufficiente. «Sono contrario al turnover - aggiunge l’ex difensore - ma in questa occasione lo farei anche io. La partita di mercoledì a Madrid è troppo importante per rischiare i titolari. Credo che Allegri farà giocare quasi tutte le seconde linee. Questo non sarà un vantaggio per il Cagliari, spesso le riserve hanno più stimoli perchè vogliono mettersi in evidenza. Per fare punti servirà la partita perfetta».

Il nuovo mister. Da quando è arrivato Festa i rossoblù hanno cambiato marcia. Sei punti in tre partite. «C’è stato un miglioramento - spiega Cuccureddu - anche se dopo la vittoria a Firenze non mi aspettavo la sconfitta col Chievo. Spero non sia così, ma quella potrebbe essere stata la mazzata decisiva. Di sicuro Festa ha il merito di aver riportato entusiasmo e dato equilibrio alla squadra. Ho detto subito che la scelta di Zeman non mi convinceva, purtroppo i risultati mi hanno dato ragione».

I ricordi. Tante battaglie col Cagliari. «Per me è sempre stata un’emozione giocare contro la squadra della mia regione - confessa l’ex bianconero -. Nel 1970 il 2-2 a Torino fu una battaglia. In quella squadra c’era un certo Gigi Riva, marcarlo era quasi impossibile. Ma ricordo anche un mio gol al Sant’Elia che ci regalerò lo scudetto. I giornali sardi titolarono “fizzu malu”. Sono episodi che ti restano impressi nella memoria per sempre.

La Juve e la Champions. Il Cagliari sbarca a Torino tra le due semifinali col Real Madrid. E’ inutile negare che la testa dei bianconeri, che hanno lo scudetto già in tasca, sarà altrove. «E’ un trofeo che chiuderebbe un ciclo fantastico - sottolinea Antonello Cuccureddu -. Ma c’è troppa euforia e questo non mi piace. Spero che la squadra non si faccia condizionare da questa ventata di ottimismo. Il risultato dell’andata non è così rassicurante. Ci vorrà una gara di grandissimo livello per arrivare in finale. Ecco perchè Allegri farà riposare i migliori. Per la Juve è una grande occasione e bisogna giocarsela».

La tattica. Come il Cagliari deve affrontare una partita che può allungargli la vita o dargli il colpo di grazia? «Se va solo a difendersi non ne esce vivo - conclude l’ex giocatore algherese -. Dovranno essere compatti, corti, non concedere spazi e ripartire. E’ l’unico modo che hanno per sperare in un risultato positivo. Sono d’accordo con la battuta fatta da Donadoni dopo la partita col Parma, il Cagliari deve sperare che la Juventus non sia arrabbiata. Se riescono nel grande colpo e l’Atalanta non vince a Palermo, il discorso si riapre e a quel punto tutta la pressione sarà sulle spalle della squadra di Reja».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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