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Reggio a valanga la Dinamo si arrende

di Andrea Sini
Reggio a valanga la Dinamo si arrende

Netta e meritata vittoria della Grissin Bon, la serie finisce 3-0

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SASSARI. Tra la Dinamo e la parola fine, in qualche modo c’è sempre Reggio Emilia. La squadra di Max Menetti, battuta dai sassaresi all’ultimo atto della scorsa finale scudetto, stavolta la chiude ai quarti di finale la tribolata stagione della Dinamo con il tricolore sul petto. Con una impressionante prova di forza, la Grissin Bon passa a vele spiegate al palazzetto per 85-99, sfruttando il primo di tre match point al termine di una gara dominata dal primo all’ultimo minuto. Tre a zero e tutti a casa: in semifinale va la squadra più forte, quadrata e determinata.

Game over. «I campioni dell’Italia siamo noi», cantano i 5mila del palazzetto, sul meno 20, per l’ultima volta. Ma ad andare nuovamente all’assalto del titolo tricolore sarà la squadra di Menetti, che viene festeggiata alla grande dai sei tifosi che l’hanno seguita sino in Sardegna. «Grazie ragazzi», tuona il PalaSerradimigni, mentre scorrono gli ultimi tristi secondi di questa strana stagione. Ai sassaresi del traghettatore Federico Pasquini, che ora tornerà dietro la scrivania, resta l’amaro in bocca soltanto per gara3. Alla fine poteva andare peggio (la Dinamo ha rischiato a lungo di restare fuori dei playoff) e dopo la gara di ieri forse tutti si sono accorti che più lontano di così questa squadra non poteva arrivare.

Un match in salita. Quella che sarebbe dovuta essere la gara della riscossa, dura di fatto meno di un quarto. Il disastro difensivo del primo tempo, con 29 punti subiti nei primi 10’ e ben 56 all’intervallo, scava la fossa a una Dinamo incapace di reagire con vera decisione. In quintetto parte a sorpresa (ma non troppo) Kadji, come secondo lungo accanto a Varnado, insieme a Logan, Akognon e Devecchi. Pasquini fa la scelta di tenere incollati alla panchina per tutti i 40’ Petway e Formenti, ma la chiave non è questa. Akognon e Logan, deludenti nei precedenti match, provano a a suotersi ma Reggio scappa via con due triple di fila di Aradori (4-9 al 3’). I sassaresi fanno fatica a costruire tiri facili, gli ospiti trovano concretezza con De Nicolao (7 punti di fila). Il tap-in di Polonara a 3’08” dalla prima sirena manda la Dinamo a -9 (11-20) e per Pasquini è tempo di timeout. Kadji dà ossigeno con una schiacciata e una tripla, ma Reggio è molto più concreta: Lavrinovic è piantato sulle gambe ma dalla sua classe arriva il +13 biancorosso (16-29) e la tripla sulla sirena di Alexander permette ai sassaresi di limitare i danni.

L’impotenza. D’Ercole ridà coraggio ai campioni d’Italia con 5 punti, ma ogni errore costa caro ai biancoblù. Reggio affonda come una lama calda nel burro della difesa sassarese. Dopo 13’55” gli emiliani hanno già segnato 40 punti (a 28) e Pasquini si sbraccia inutilmente per chiedere più aggressività. Sul palazzetto cala il gelo. L’emorragia non si arresta neppure dopo il nuovo timeout, con Kaukenas che brucia la retina dai 6,75 per il +22 (32-54). Varnado e Akognon mettono un piccolo cerotto su una ferita mortale e all’intervallo è -20 (36-56), con Reggio che ha già mandato a referto tutti i dieci uomini spediti in campo.

Titoli di coda. La Dinamo che esce dagli spogliatoi ha tutta un’altra tempra, ma lo sforzo produce solo qualche mini break. Kaukenas, Polonara, De Nicolao e Aradori si alternano nel bombardamento, sfruttando ogni minima falla difensiva sassarese. Al 27’ è 53-70, poi arrivano due triple da una tonnellata di Della Valle che uccidono ogni velleità sassaresi. Alla terza sirena è ancora -17 (59-76) e il match è virtualmente chiuso. L’orgoglio dei sassaresi permette alla squadra con un tricolore sempre più scolorito di risalire a -12 (70-82 a 5’ dalla fine) e a quel punto Polonara dà il colpo di grazia al Banco con due triple. L’espulsione dell’ala azzurra (apparsa esagerata) è l’unica pecca sulla gara della Reggiana, che approda in semifinale ai a vele spiegate: la vendetta è compiuta, e cotanta superiorità può soltanto rendere meno amara l’eliminazione dei campioni d’Italia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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