Si parte, Luigi Lodde ha bisogno di un sostegno
Il mental coach del tiratore di Ozieri racconta le Olimpiadi con gli occhi di un osservatore privilegiato
Altri sardi in partenza per Rio. Da oggi Manolo Cattari, psicologo dello sport e mental coach di Luigi Lodde, ci racconta le sue impressioni sui Giochi e la vigilia vissuta col tiratore di Ozieri.
La prima sensazione nel preparare la valigia é legata a come passa il tempo e all'importanza dell'evento. Non esiste più partire con tante magliette e mutande quanti giorni passerai fuori. La matematica non è più sufficiente prima del viaggio. Men che meno se parliamo del Brasile, di Rio, delle Olimpiadi. Quindi antizanzare, ma solo quello a base di DEET per la zanzara tropicale. Maledetta Zica non mi avrai mai. Poi assolutamente farmaci contro la dissenteria, prevenire e alla peggio bloccare, non si mai. Ci saranno già le emozioni a facilitare la frequenza al bagno, se ci si mette anche il virus intestinale siamo a posto.
Parola d'ordine sicurezza: fotocopie di documenti, lasciare a casa carta di credito e tutto ciò che non è indispensabile. Soprattutto acquisto di zainetto "nascondibile" meglio se mimetizzabile. I miei anni da studente a Roma mi aiuteranno ne sono sicuro. "Ricordare di evitare luoghi eccessivamente affollati, lasciate in albergo orologi e cellulari e non fidarsi dei finti tassisti". Recitano così alcune linee guida trovate su internet.
Operazione dormire in aereo: il viaggio è lungo, invecchiando sono sempre più rompiscatole, quindi tappini, sonnifero e mascherina per la luce. Devo star lucido non è un viaggio di piacere, mantenere alta la concentrazione e contenere le emozioni di Luigi e del suo staff. Conosco il mio compito e so che lo posso fare bene. Un'avventura iniziata sei anni fa e ora vivere questa esperienza e avere l'onore di raccontarla... Che storia. Mi ricordo quando Luigi mi contattò: "Sono Luigi Lodde, devo fare le Olimpiadi di Londra ho bisogno di uno psicologo dello sport". Fantastico! Da allora un vortice di emozioni, successi, difficoltà, frustrazioni, rivalse. Insomma una bella storia. Sì perché Luigi é una bella storia da raccontare, in cui l'eroe é lui e l'antieroe é sempre lui, perché niente più di se stessi può incasinare uno sportivo nel momento della prestazione: le proprie paure e le proprie angosce. Una bella storia che proverò a raccontare descrivendo la sua prestazione e la cornice in cui avverá: Rio. Iniziando, come ogni storia, dalla descrizione del personaggio, quanto basta perché ci si possa identificare per tifarlo ancora di più.
(Manolo Cattari
psicologo dello sport)
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