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Sergio Farris riparte con una nuova Osella e un sogno tricolore

Sergio Farris riparte con una nuova Osella e un sogno tricolore

Il pilota sassarese al via del campionato italiano montagna «Sono diventato papà e ho scelto di fermarmi, ma adesso...»

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SASSARI. Un anno di pausa, ma la passione per i motori non è spenta. Anzi. Sergio Farris riparte più convinto di prima, più affamato di prima. Lo farà con una Osella Pa 2000 nuova di zecca e con il sogno di recitare un ruolo di primo piano nel campionato italiano di velocità in montagna. «So di non poter puntare alla vittoria – racconta – ma sono sicuro di poter dire la mia. Sono stato un anno ai “box” perchè sono diventato padre e ho dato la precedenza alla famiglia e al lavoro, ma adesso voglio riprovarci. Ho 31 anni e se non lo faccio ora...».

La scelta del pilota sassarese è coraggiosa. «Ho venduto la mia vecchia Formula Master e ho scelto di ripartire con l’Osella 2000 motorizzata dalla Honda. E’ una macchina biposto, con i pneumatici coperti, pensata apposta per le gare di velocità in montagna. Mi arriverà nel prossimo gennaio e avrò qualche solo qualche mese per prenderci confidenza e metterla a punto. Sarò al via, come in passato, con i colori dalla scuderia “Speed Motor” di Gubbio mentre per l’assistenza tecnica sto trattando con la “Paco 74” un team specializzato che ha sede in Campania e che conosco bene. Il problema, come sempre, è quello di reperire i fondi per portare ha termine la stagione».

Già, perchè la nuova impresa di Sergio Farris ha bisogno di un supporto tecnico (e quello c’è) ma anche della benzina fornita dagli sponsor. «Ho fatto i conti – spiega – e credo che la partecipazione al campionato italiano mi verrà a costare qualcosa come 80mila euro. Sono in tutto dodici gare e ci sono da pagare i meccanici, le gomme, le trasferte, il carburante e qualche, inevitabile imprevisto. Io ho già alcuni sponsor che hanno promesso di darmi una mano ma il primo, vero gran premio comincia adesso. Anzi ne approfitto per lanciare un appello: chi vuole salire a bordo è bene accetto. Ne ho davvero bisogno».

Dodici gare prima della bandiera a scacchi che decreterà il campione d’Italia 2018. Farris non si fa illusioni ma guarda comunque in alto. «La lotta al titolo è ristretta a pochi nomi, Penso a Cristian Merli, Simone Faggioli e Domenico Scola. Poi c’è Omar Magliona, che corre nello stesso gruppo ma in un’altra classe, e poi vedremo. Io sono carico e deciso a ripartire più forte di sempre. Anche la paternità mi ha dato una carica una più. Ho chiamato mio figlio Sergio, come me e come papà, scomparso da poco. Non so se indosserà mai il casco e la tuta ma mi fa piacere pensare a un sogno cominciato tanti anni fa e che va avanti».

Antonio Ledà

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