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L’ALBA E IL TRAMONTO DI UN MISTER

Dalle stelle alle stalle in meno di quattro mesi. A giugno Pino Tortora, allenatore della Torres, sembrava il padrone del mondo o, almeno, di quella fettina di pianeta che va da Carbonazzi a porta...

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Dalle stelle alle stalle in meno di quattro mesi. A giugno Pino Tortora, allenatore della Torres, sembrava il padrone del mondo o, almeno, di quella fettina di pianeta che va da Carbonazzi a porta Sant’Antonio. La Sassari sportiva si era ritrovata intorno a un mister sanguigno e diretto, capace di spremere anche l’ultima goccia di orgoglio ai suoi ragazzi e di risvegliare la passione, un po’ sbiadita, per il club più vecchio dell’isola. In mille avevano aspettato la squadra rossoblù al rientro dall’ultima trasferta e la pineta dell’ippodromo Pinna si era trasformata, per una intera notte, in una enorme balera all’aperto. La birra e i barbecue avevano reso dolci e bellissime le luci dell’alba. Doveva essere l’inizio di un nuovo corso. La riscossa attesa da sempre e invece...

Ieri, settima di campionato, la Torres ha incassato una delle sconfitte più cocenti di sempre. Un 4-2 casalingo che ha pochissimi precedenti. Tortora ha assistito alla disfatta in piedi, incapace di reagire, quasi sorpreso che l’aurora rossoblù abbia già lasciato spazio al tramonto. Il mister ha le ore contate e lo sa. Probabilmente lo aveva messo nel conto ma non si aspettava i cori della curva. Quel «salta la panchina» che fa più male della sconfitta perchè è la fine di un progetto nel quale avevamo tutti creduto.

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