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«Lo scudetto lo meritavamo prima»

«Lo scudetto lo meritavamo prima»

Pierluigi Cera e i 50 anni del trionfo del Cagliari. Domenica prossima la ricorrenza

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CAGLIARI. Ci sono giorni che restano nella storia, altri che sembrano simili. Il 12 aprile 1970, per chi segue il calcio e mostra interesse per i fatti di costume di un'Italia che nelle ultime settimane è stata messa all'angolo dal coronavirus, è una domenica diversa. A Cagliari, infatti, viene scritto il lieto fine di una favola che parte dallo sport e irrompe con impeto nella storia: cinquanta anni fa diventa campione d'Italia.

In quel 12 aprile di 50 anni fa, infatti, va in scena qualcosa che mai prima e nemmeno dopo si verificherà: il Cagliari di Gigi Riva mette matematicamente le mani sul titolo di campione d'Italia, grazie alla vittoria (2-0) sul Bari, in uno stadio Amsicora stracolmo. «La vittoria probabilmente l'avremmo meritata l'anno prima - a parlare è Pierluigi Cera, che di quel Cagliari era regista arretrato e capitano -. Nel campionato precedente, pur giocando meglio, arrivammo dopo la Fiorentina scudettata. Forse ci mancò un po’ di convinzione: arrivò l'anno dopo. Partimmo sicuri di potercela fare e fu scudetto alla terz'ultima giornata. Decisiva la sfida del mese prima a Torino, contro la Juve: in quella partita fu protagonista Concetto Lo Bello che, prima assegnò un rigore ai bianconeri e, dopo la parata di Albertosi, lo fece ripetere. Riva gliene disse di tutti i colori. Lo Bello capì che aveva sbagliato, venne da me e disse «giocate su Gigi». Alla prima mischia ci diede il rigore del 2-2 finale. Io avevo insultato il guardalinee, fui squalificato».

Cera, dopo l'infortunio al libero Tomasini, lasciò il ruolo di mediano: fu una rivoluzione tattica. Nacque con lui il libero di manovra, che il ct Valcareggi ripropose ai Mondiali in Messico. «Eravamo guidati da un uomo intelligente come Manlio Scopigno: gli dissi che potevo giocare in quel ruolo - racconta Cera - ma una condizione: non spazzando via il pallone, ma giocando un calcio propositivo».

«Sbaglia chi dice che, quello del 1970 - aggiunge Angelo Domenghini, ala destra di quel Cagliari -: fu lo scudetto di Riva. Chi afferma questo manca di rispetto al resto della squadra: lo scudetto è di tutti noi. Eravamo i più forti, come testimonia il fatto che la difesa subì solo 11 gol in 30 partite. Record che ancora resiste».

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