Coronavirus, Cagliari pronto a blindarsi nel Centro di Asseminello
Roberto Muretto
L’impianto è all’avanguardia: allenamenti e ritiro in totale sicurezza. La società è in attesa di ricevere indicazioni, poi convocherà i calciatori
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CAGLIARI. Se verrà dato l'ok alla ripresa degli allenamenti, il Cagliari è una di quelle società che ha la fortuna di avere un centro sportivo attrezzato. Asseminello è una struttura all'avanguardia, dotata non solo di più campi di allenamento, due palestre e una sala per la fisioterapia, ma anche di un piccolo albergo con poco più di 30 posti letto e una Club House di oltre tremila metri quadrati. Un impianto ideale per rispettare i protocolli previsti per combattere la pandemia di coronavirus. In sintesi, gli allenamenti potranno essere svolti in totale sicurezza e la squadra potrà preparare in assoluta tranquillità la ripartenza. Un grande vantaggio rispetto al altre società (una di queste è il Brescia di Cellino) che dovranno trovare delle soluzioni per il ritiro e l'isolamento del gruppo.
Giorni caldi. Il Cagliari aspetta notizie ufficiali e le direttive da seguire per convocare i giocatori e programmare la ripresa dell'attività sospesa a fine marzo, con i calciatori lasciati liberi ma con il dovere di allenarsi a casa seguendo uno specifico programma consegnato a ognuno di loro dai preparatori del club, naturalmente col benestare del tecnico Walter Zenga. La settimana appena cominciata sarà quella decisiva e dopo l'incontro con i ministri della Salute e dello Sport, previsto per mercoledì, le idee saranno più chiare e di potrà stilare un programma di lavoro.
Zenga. Il mister rossoblù è chiuso ad Assemini dal 9 marzo scorso. Ha lavorato più sulla carta che sul campo ed ha preparato in modo dettagliato tabelle di allenamento diversificate. A gruppi di cinque, di sette o dieci giocatori, ma anche programmi che vedono impegnata la squadra in un unico gruppo, cosa che probabilmente almeno nella prima fase non sarà possibile. Zenga ha sempre detto che fosse per lui si giocherebbe fino ad agosto per chiudere la stagione, poi ripartire quasi subito per preparare quella successiva. Una linea condivisa anche dalla società guidata da Tommaso Giulini, consapevole che il danno economico sarebbe rilevante e condizionerebbe il futuro se il campionato non fosse portato a termine.
Porte chiuse. E' scontato che gli stadi saranno vietati al pubblico. La "Sardegna Arena" riaprirà le porte solo per ospitare le partite, ma il numero delle persone ammesse all'interno sarà limitatissimo e con modalità che dovranno essere comunicate dalla Lega, che a sua volta si limiterà a far osservare le direttive del ministero della Salute, che farà rispettare alla lettera. I controlli saranno severissimi e non si potranno fare assolutamente eccezioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Giorni caldi. Il Cagliari aspetta notizie ufficiali e le direttive da seguire per convocare i giocatori e programmare la ripresa dell'attività sospesa a fine marzo, con i calciatori lasciati liberi ma con il dovere di allenarsi a casa seguendo uno specifico programma consegnato a ognuno di loro dai preparatori del club, naturalmente col benestare del tecnico Walter Zenga. La settimana appena cominciata sarà quella decisiva e dopo l'incontro con i ministri della Salute e dello Sport, previsto per mercoledì, le idee saranno più chiare e di potrà stilare un programma di lavoro.
Zenga. Il mister rossoblù è chiuso ad Assemini dal 9 marzo scorso. Ha lavorato più sulla carta che sul campo ed ha preparato in modo dettagliato tabelle di allenamento diversificate. A gruppi di cinque, di sette o dieci giocatori, ma anche programmi che vedono impegnata la squadra in un unico gruppo, cosa che probabilmente almeno nella prima fase non sarà possibile. Zenga ha sempre detto che fosse per lui si giocherebbe fino ad agosto per chiudere la stagione, poi ripartire quasi subito per preparare quella successiva. Una linea condivisa anche dalla società guidata da Tommaso Giulini, consapevole che il danno economico sarebbe rilevante e condizionerebbe il futuro se il campionato non fosse portato a termine.
Porte chiuse. E' scontato che gli stadi saranno vietati al pubblico. La "Sardegna Arena" riaprirà le porte solo per ospitare le partite, ma il numero delle persone ammesse all'interno sarà limitatissimo e con modalità che dovranno essere comunicate dalla Lega, che a sua volta si limiterà a far osservare le direttive del ministero della Salute, che farà rispettare alla lettera. I controlli saranno severissimi e non si potranno fare assolutamente eccezioni.
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