Dai banchi dell’Azuni alla conquista di 6 trofei
Dieci studenti si fanno conquistare dalla palla a spicchi: è l’inizio di una storia appassionante
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SASSARI. Accade tutto tra la scuola di San Giuseppe e il liceo Azuni. Il 23 aprile del 1960 dieci studenti decidono di dar vita a una squadra di basket, strizzando l’occhio all’America. La chiamano Dinamo, dal greco “dinamis” che vuol dire forza. Per capire quanta strada ha fatto la Dinamo da allora va detto che la serie A di pallacanestro maschile esiste in Italia sin dal 1920, ma la mania per il canestro esplode solo alla fine degli anni Cinquanta. A farla da padrona, l’Olimpia Milano.
L’inizio non è semplice. Nel 1963 la Dinamo si affilia alla Federazione italiana pallacanestro e disputa la B regionale sul campo del “Meridda, ma retrocede subito. Negli anni ’70 vivacchia tra la serie C e la D con qualche sortita in serie B (terzo livello). Poi negli anni Ottanta la svolta, sulla spinta dell’avvocato Dino Milia: quattro anni a metà classifica nel terzo livello (prima serie B poi serie B d’eccellenza) fino al 1989 quando ottiene la promozione in A2 vincendo la finale playoff contro Siena. La sfida dell’A2 è affascinante ma difficilissima, la Dinamo diventa un’habitué della categoria, persa soltanto nel 2000. Dopo tre stagioni in serie B, nel 2003 arriva la promozione in Legadue, con coach Franco Ciani. Nel frattempo Milia cede il timone alla famiglia Mele, che dopo un biennio con Demis Cavina affida la squadra a Meo Sacchetti: al primo tentativo arriva il grande salto nella massima serie. La matricola biancoblù non solo ottiene la salvezza ma si qualifica anche per i playoff scudetto.
Nell’estate 2011 inizia l’epoca Sardara, arrivano le prime partecipazioni alle coppe europee e nel 2014 il Banco di Sardegna conquista il suo primo trofeo, la Coppa Italia. Ma il bello deve ancora venire il campionato magico per la Dinamo è il 2014-’15, quando Vanuzzo e compagni mettono in fila la Supercoppa, la seconda Coppa Italia e lo scudetto, datato 26 giugno. La squadra passa attraverso una rifondazione e riparte: nel febbraio 2019 inizia l’era Pozzecco, che conquista la Fiba Europe Cup e guida la squadra sino alla seconda finale scudetto della sua storia, persa solo a gara7 contro Venezia. (g.z.)
L’inizio non è semplice. Nel 1963 la Dinamo si affilia alla Federazione italiana pallacanestro e disputa la B regionale sul campo del “Meridda, ma retrocede subito. Negli anni ’70 vivacchia tra la serie C e la D con qualche sortita in serie B (terzo livello). Poi negli anni Ottanta la svolta, sulla spinta dell’avvocato Dino Milia: quattro anni a metà classifica nel terzo livello (prima serie B poi serie B d’eccellenza) fino al 1989 quando ottiene la promozione in A2 vincendo la finale playoff contro Siena. La sfida dell’A2 è affascinante ma difficilissima, la Dinamo diventa un’habitué della categoria, persa soltanto nel 2000. Dopo tre stagioni in serie B, nel 2003 arriva la promozione in Legadue, con coach Franco Ciani. Nel frattempo Milia cede il timone alla famiglia Mele, che dopo un biennio con Demis Cavina affida la squadra a Meo Sacchetti: al primo tentativo arriva il grande salto nella massima serie. La matricola biancoblù non solo ottiene la salvezza ma si qualifica anche per i playoff scudetto.
Nell’estate 2011 inizia l’epoca Sardara, arrivano le prime partecipazioni alle coppe europee e nel 2014 il Banco di Sardegna conquista il suo primo trofeo, la Coppa Italia. Ma il bello deve ancora venire il campionato magico per la Dinamo è il 2014-’15, quando Vanuzzo e compagni mettono in fila la Supercoppa, la seconda Coppa Italia e lo scudetto, datato 26 giugno. La squadra passa attraverso una rifondazione e riparte: nel febbraio 2019 inizia l’era Pozzecco, che conquista la Fiba Europe Cup e guida la squadra sino alla seconda finale scudetto della sua storia, persa solo a gara7 contro Venezia. (g.z.)
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