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Tharros: Tonio Mura guarda avanti «Basta così, promuoviamo le prime»

Tharros: Tonio Mura guarda avanti «Basta così, promuoviamo le prime»

ORISTANO. L'Italia cerca di rimettersi in moto, seppur tra dubbi e polemiche. Punti interrogativi che coinvolgono anche il mondo del calcio, terza azienda del paese per giro di affari ma spesso...

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ORISTANO. L'Italia cerca di rimettersi in moto, seppur tra dubbi e polemiche. Punti interrogativi che coinvolgono anche il mondo del calcio, terza azienda del paese per giro di affari ma spesso zoppicante in termini di organizzazione. Se la Serie A attende il semaforo verde ministeriale per poter programmare la ripresa, i dubbi si moltiplicano quando si retrocede nel dilettantismo dove diversi paracadute vengono meno. Non un caso, dunque, che la sfera del calcio locale veda un'ipotetica ripresa come una chimera irrealizzabile. «Al momento non ci sono certezze, ma è anche comprensibile - sottolinea il patron della Tharros, Tonio Mura -. Suppongo che la stessa Federazione sia in attesa degli input governativi. Francamente, se mi chiedessero un'opinione, non prenderei neanche in considerazione l'idea di ricominciare. I punti interrogativi sono troppi e sono legati in primo luogo all'aspetto sanitario. Faccio un esempio: noi abbiamo in rosa dei giocatori che vengono da alcuni dei paesi maggiormente colpiti dall'epidemia. Come posso pretendere che vengano ad allenarsi? Sarebbe folle anche solo pensarlo».

Necessario, perciò, studiare un piano alternativo alla ripresa. Il presidente biancorosso avanza una proposta: «Io penso che abolendo le retrocessioni e promuovendo le prime due classificate di ogni campionato dilettantistico sia possibile risolvere gran parte dei problemi. Osservando le classifiche di questi campionati, in molti casi si nota come già a marzo ci fosse un distacco considerevole tra le prime della classe e le inseguitrici. Perciò non sarebbe un'ingiustizia. Dobbiamo cercare una soluzione che soddisfi la maggior parte delle persone, accontentare tutti è impossibile».

Questo terremoto avrà delle inevitabili ripercussioni a livello economico. Neanche valutata, al momento, l'ipotesi di una rete di sostegno varata dalle leghe di vertice per aiutare i gradini più bassi del mondo calcistico, come avvenuto in Inghilterra e Germania: «Al momento è ancora impossibile quantificare le perdite - analizza Mura -, ma questa situazione porrà fine a delle spese che stavano diventanto folli. Certamente molte persone dovranno riconsiderare le proprie pretese economiche. Viviamo un periodo in cui molta gente ha problemi quando va a fare la spesa, figuriamoci cosa vorrà dire mettersi in moto per trovare nuove sponsorizzazioni. I sacrifici da parte di tutti saranno inevitabili».

Stefano Sulis

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