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«È tempo di rimontare in sella» Sulas vuole il trofeo numero 1500

di Bruno Murratzu
«È tempo di rimontare in sella» Sulas vuole il trofeo numero 1500

Il fantino di Bono insegue nuovi record e sogna la vittoria al Derby italiano di galoppo: «Sono pronto» «L’emergenza sanitaria rischia di dare la mazzata definitiva al comparto, bisogna ripartire subito»

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OZIERI. Il 2020 era iniziato nei migliori dei modi per Salvatore Sulas. Il fantino di Bono nel primo convegno dell'anno, all’Ippodromo di San Rossore, ha raggiunto e subito dopo superato il traguardo delle 1400 vittorie in Italia. Lo ha fatto sulla pista pisana in sella a Wildness, per poi replicare superando il record grazie al successo con Play The Break, entrambi portacolori di Stefano Botti, training con cui collabora da diversi anni.

"Toreddu", come viene chiamato nell'ambiente, ha 39 anni. Debuttò nelle corse a 19 anni proprio a Pisa, il 4 febbraio del 2001 in sella a Shining Manoeuvres. Un’età non proprio tenera per un fantino. Ma con grandi sforzi, sacrifici, impegno, volontà e di base un innegabile talento, poi perfezionato, ha sviluppato una carriera sportiva che può considerarsi rara, se non unica: 1400 vittorie non si raggiungono per caso, ma si ottengono con il lavoro e l'applicazione quotidiana.

«Ricordo bene – dice Salvatore Sulas –. Il primo successo arrivò a Grosseto nel maggio del 2001, montavo Chera e fu la mia prima gioia». Tra i traguardi a frustino levato più importanti nella bacheca di Toreddu luccica il trofeo del "Parioli" vinto nel 2011 alle Capannelle di Roma con Al Rep. «Un successo incredibile, voluto fortemente – racconta –, una vittoria importante che ripagò tutto il mio impegno. Che gioia vincere una corsa di Gruppo, tra l'altro una delle "classiche" per antonomasia in Italia. Sì, è stata una libidine". Lo stesso anno è stato premiato dal Panathlon Club International con il prestigioso premio Fair Play che lo incorona il miglior atleta sportivo italiano quanto a correttezza e lealtà. «È stato emozionante ricevere un riconoscimento di questa caratura, che in passato è stato vinto da nomi illustri dello sport tra i quali Bobby Charlton e Giacinto Facchetti, calciatori di fama internazionale».

La sua carriera è proseguita una vittoria dopo l’altra. Il 18 aprile 2015 a Milano arriva la prima vittoria a tre zeri: «È stato un altro punto importante della mia carriera, 1000 vittorie non arrivano solo perché fai il fantino. Vinsi in sella a Ilnassa. Poi sono arrivate le altre, e tutte queste vittorie me le sono tutte sudate e guadagnate in pista grazie al duro lavoro e alla fiducia di allenatori e proprietari». «Quest'anno – aggiunge Sulas – ho tagliato il traguardo delle 1400 vittorie proprio il giorno di Capodanno, è stata un'altra bella soddisfazione centrare quest'obiettivo su quella che per me è la pista di casa, davanti al pubblico di San Rossore. Ma ora mi attendono nuove sfide, inseguo ancora il sogno di poter vincere il Derby Italiano del galoppo, so che è complicato ma mi sento pronto e motivato come il primo giorno che ho iniziato».

Anche l'ippica si è fermata per via dell'emergenza Covid-19, quindi anche Tore Sulas è in quarantena, con il frustino appeso temporaneamente al chiodo. «Nessuno avrebbe potuto immaginarlo – prosegue –. Io ho comunque continuo a montare e a divertirmi, per farmi trovare pronto alla ripresa delle corse. Ripresa che io, come l'intero comparto, mi augura possa arrivare e al più presto, perché l'ippica italiana è in sofferenza già da troppi anni. Se l’attività non dovesse ripartire al più presto si rischia di assestare la definitiva mazzata a un comparto economico e a uno sport che merita tutt'altro, e di sicuro una maggiore considerazione da parte del mondo politico».

E in chiusura non manca una riflessione sull’ippica sarda: «Per me è sempre un onore montare a Chilivani, ho avuto la fortuna di vincere Gran Premio Sardo lo scorso anno davanti a un pubblico immenso, davanti alla mia gente, in quel posto dove da bambino ammiravo i fantini di quell'epoca, su tutti Angioletto Godani. Quando posso torno sempre ed è sempre una continua festa montare dove si respira da sempre una così genuina passione per i cavalli».

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