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Rossi torna sul podio e striglia la Yamaha

Rossi torna sul podio e striglia la Yamaha

A Jerez Valentino strappa un terzo posto che «vale quasi una vittoria» e accusa la casa giapponese: «Non crede in me»

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ROMA. Nella giornata in cui Fabio Quartararo fa il Marc Marquez e bissa da dominatore la vittoria di domenica scorsa sul circuito di Jerez, torna sul podio Valentino Rossi, terzo, superato da Maverick Vinales al penultimo dei 25 giri. Era dalla gara di Austin dello scorso anno che il Dottore mancava la foto dei primi tre. Una tripletta Yamaha che vede il team clienti Petronas ancora davanti a quello ufficiale. Dopo il traguardo si è assistito ad un grande abbraccio tra il vincitore e Valentino, 21 anni il primo, 41 il secondo. I due l'anno prossimo si scambieranno le moto, chissà che già non si trasmettano anche sensazioni e consigli.

Per Valentino il terzo posto in Andalusia «vale quasi come una vittoria», ma il campione non riesce a gioire del tutto per il podio ritrovato dopo 17 gare. Anzi, gli cresce dentro la convinzione di aver dovuto lottare, nelle ultime stagioni, non solo in pista contro gli avversari, ma anche fuori con chi sta dalla sua stessa parte, per vincere certe resistenze della Yamaha, restia a seguire le sue richieste, nonostante i 25 anni di motomondiale che ha alle spalle.

Lui la spiega così: «Hanno Quartararo e Vinales che vanno forte. Così a me dicono: impara a guidare questa moto». Cioè adattandosi a certe caratteristiche tecniche e dinamiche che non si confanno allo stile di guida del 9 volte iridato, soprattutto nella percorrenza in curva. Mentre se viene messo nelle giuste condizioni può essere ancora competitivo, nonostante «il caldo infernale di oggi». «La Yamaha deve credere in me e nelle indicazioni molto precise che do quando scendo dalla moto – è il messaggio pacato di Rossi – visto che sono un loro pilota e lo resterò anche l'anno prossimo. Con il team abbiamo dovuto lottare quattro giorni per ottenere quello che volevamo. Altrimenti avrei vissuto un altro fine settimana come quello scorso, così brutto che non poteva essere vero. Quella M1 non era la mia. Ora speriamo di aver imboccato la strada giusta. Sono ottimista, ma dobbiamo continuare a lavorare su questo setting».

«Nel 2019 ho avuto sempre gli stessi problemi – ha aggiunto Rossi – Ho dovuto lottare per cambiare. A volte si va incontro a dei problemi che non ci si aspetta per questioni politiche. Non mi trovo bene perché la moto in curva prende una posizione che non mi piace. Questa cosa è fatta per salvare la gomma, ma io andavo solo più piano e finivo comunque la gomma. Invece da venerdì mattina ho ritrovato delle buone sensazioni». Che il podio ha confermato.

Il bilancio della pattuglia italiana in Spagna è stato impreziosito dal terzo posto di Celestino Vietti in Moto3 e dall'inedita tripletta in Moto2: Enea Bastianini (primo successo nella categoria), Luca Marini (già vincitore la scorsa domenica) e Marco Bezzecchi.



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