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Il Rally mondiale dà appuntamento al 2021

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Sticchi Damiani (Aci): «Un successo nonostante il Covid». Sordo, il vincitore: «Innamorato dell’isola»

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ALGHERO. L’appuntamento è già fissato dal 3 al 6 giugno del prossimo anno per l’edizione numero 18 del Rally Italia Sardegna. La manifestazione organizzata dall’Automobile Club d’Italia in partnership con la Regione Sardegna, si è vista infatti già assegnare lo scorso weekend dalla Fia la nuova data.

Soddisfatto il presidente dell’Aci Sticchi Damiani: «È andata molto bene, anche sotto l’aspetto della sicurezza come abbiamo visto a Monte Lerno quando ha capottato Pedro: i soccorsi sono arrivati subito. È stato anche stavolta un rally affascinante, con caratteristiche tecniche che ne fanno uno degli eventi più importanti al mondo. Adesso pensiamo all’Aci Rally Monza, poi avremo di nuovo la Sardegna a giugno, in pratica in soli 8 mesi tre rally mondiali in Italia».

«La cosa più importante – ha detto il coordinatore generale del Ris Antonio Turitto – è che in una situazione difficile come questa del Covid non è stato semplice districarsi. Tutti hanno lavorato ad altissimo livello, soprattutto le strutture del posto. Devo ringraziare Areus Sardegna che ha offerto un ottimo supporto sanitario così come il Mater Olbia. Il pubblico poi ha seguito con attenzione e maturità le regole, c’era il 10% degli spettatori degli anni scorsi, con la mascherina e a distanza di sicurezza. Il Covid ha creato una defezione dei commissari per le concomitanze con altre gare, comunque alla fine ne sono arrivati 400 contro i 650 dello scorso anno. Il podio stavolta era senza auto e quindi diverso dal solito. La Fia ha avuto parole di grande elogio, e se pensiamo che abbiamo iniziato a lavorare alla nuova data il 25 agosto, direi che abbiamo fatto qualcosa che ci rende orgogliosi».

Il più contento di tutti è però Dani Sordo. «Sono molto felice – ha confessato dalla sua casa di Andorra dove è rientrato ieri – perché la Sardegna è un’isola dove mi trovo come se fossi di casa. Mi piace praticamente tutto, è un amore vero quello che ho con questa terra, anche perché mi ha sempre portato bene già nel 2005 quando vinsi nello Junior con la Citroen C2. Ci sono venuto anche in ferie un paio di volte, peccato che non sia collegata in maniera ottimale con la Spagna altrimenti mi sarei comprato anche una seconda casa».

Marco Giordo

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