Il Cagliari fa festa in rimonta
di Roberto Muretto
Simeone (due gol) e Joao Pedro affondano il Torino. Super Nandez , Cragno decisivo al 95’
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C’è un calciatore nel Cagliari, Nahitan Nandez, che puoi far giocare in qualsiasi posizione. Lui, da buon “soldatino” obbedisce alle direttive del mister, poi si scatena. Sicuramente Rodriguez, difensore svizzero del Torino, ieri notte, se lo ha sognato, ha avuto gli incubi. Se l’è visto sbucare da tutte le parti, lo ha inseguito senza mai prenderlo, è diventato una spina nel fianco non solo per lui ma per tutta la squadra granata. Ha tagliato a fette la difesa, insieme a Zappa ha fatto il bello e il cattivo tempo sulla corsia destra. È entrato in tutte le azioni d’attacco. Un giocatore universale, che sa fare tutto e per il Cagliari rappresenta un valore aggiunto.
Primo exploit. Era una gara delicatissima per i rossoblù reduci da due sconfitte di fila. Tra l’altro cominciata malissimo perchè dopo 4’ si sono trovati già ad inseguire (rigore trasformato da Belotti). Eppure la squadra non è crollata. Ha saputo reagire prontamente, ha preso in mano le redini del match e lo ha ribaltato in un quarto d’ora grazie alle reti di Joao Pedro e Simeone. Da rivedere, però, l’approccio nei due tempi. Le due reti la formazione guidata da Di Francesco le ha subite in avvio delle frazioni e questo, in futuro, bisogna evitare che si ripeta. La prima vittoria della stagione ha un sapore dolcissimo, perchè aiuta a lavorare meglio, serve da stimolo e soprattutto fa aumentare l’autostima del gruppo e anche dei singoli.
Modulo. Di Francesco ha capito in fretta che doveva fare un passo indietro, che non significa rinnegare le proprie idee di calcio. Il mister rossoblù ha realizzato per prima cosa che relegando Joao Pedro a sinistra lo avrebbe depotenziato. Così ha messo (per ora) nel freezer il 4-3-3, passando al 4-2-3-1, che poi nella fase di non possesso diventa un 4-4-1-1, considerato che i Quattro Mori difendono con le due linee a quattro con Joao aiuto in copertura. Anche Rog e Marin hanno migliorato il rendimento. Il primo è un lottatore che attacca gli spazi, il secondo è più compassato nelle giocate ma ieri ha dato segnali di crescita. La mano del mister si vede. Eccome!
Distrazioni. Quando si vince va tutto bene. Ma gli allenatori vanno a cercare il pelo nell’uovo. A Di Francesco non è sicuramente sfuggito che sulle palle lunghe sono state sbagliate le letture difensive. Non è successo solo in occasione del rigore che ha sbloccato la gara (Godin si è lasciato scavalcare da un pallone apparentemente comodo per lui), ma anche in altre tre situazioni. Amnesie che si rischia di pagare care. Così come Zappa è stato ingenuo sul secondo gol di Belotti, lasciando passare un pallone che poteva tranquillamente intercettare. È sicuramente un errore di gioventù, che fa parte della crescita di questo ragazzo. Ma quanto visto ieri ha detto che forse il Cagliari si è reso conto di avere in casa il terzino destro che cercava. Le prossime gare saranno esami.
Gli ex. Murru è stato in campo solo per qualche minuto. Marco Giampaolo, che ha allenato il Cagliari quattordici anni fa, è un tecnico che non se la passa bene. È sicuramente sulla graticola anche se forse per il momento non rischia l’esonero. Ieri ha incassato la terza sconfitta consecutiva e qualche contestazione dai pochi tifosi sugli spalti. La squadra non ha assimilato i suoi concetti di calcio e forse non ha nemmeno gli uomini giusti per metterli in pratica. Far giocare Rodriguez e lasciare Murru in panchina è stato un errore grave di valutazione. Intanto perchè lo svizzero è troppo statico e con un velocista come Nandez va in difficoltà. E poi, Murru spinge di più ed è più diligente nella fase di non possesso.
Disponibilità. Quella del gruppo rossoblù a seguire il proprio timoniere. Di Francesco spiega e i giocatori mettono in pratica sul campo. Ma c’è anche un altro aspetto da considerare: Walukiewicz con Godin vicino gioca più tranquillo, sta imparando a fare le cose semplici, senza cercare quei fronzoli che qualche volta lo hanno tradito. Lo stesso discorso vale per Lykogiannis che dal compagno sta imparando la determinazione e un po’ di cattiveria agonistica che spesso gli ha fatto difetto. Progressi complessivi che stanno portando il Cagliari sulla strada giusta. Ma senza dimenticarsi l’umiltà.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Primo exploit. Era una gara delicatissima per i rossoblù reduci da due sconfitte di fila. Tra l’altro cominciata malissimo perchè dopo 4’ si sono trovati già ad inseguire (rigore trasformato da Belotti). Eppure la squadra non è crollata. Ha saputo reagire prontamente, ha preso in mano le redini del match e lo ha ribaltato in un quarto d’ora grazie alle reti di Joao Pedro e Simeone. Da rivedere, però, l’approccio nei due tempi. Le due reti la formazione guidata da Di Francesco le ha subite in avvio delle frazioni e questo, in futuro, bisogna evitare che si ripeta. La prima vittoria della stagione ha un sapore dolcissimo, perchè aiuta a lavorare meglio, serve da stimolo e soprattutto fa aumentare l’autostima del gruppo e anche dei singoli.
Modulo. Di Francesco ha capito in fretta che doveva fare un passo indietro, che non significa rinnegare le proprie idee di calcio. Il mister rossoblù ha realizzato per prima cosa che relegando Joao Pedro a sinistra lo avrebbe depotenziato. Così ha messo (per ora) nel freezer il 4-3-3, passando al 4-2-3-1, che poi nella fase di non possesso diventa un 4-4-1-1, considerato che i Quattro Mori difendono con le due linee a quattro con Joao aiuto in copertura. Anche Rog e Marin hanno migliorato il rendimento. Il primo è un lottatore che attacca gli spazi, il secondo è più compassato nelle giocate ma ieri ha dato segnali di crescita. La mano del mister si vede. Eccome!
Distrazioni. Quando si vince va tutto bene. Ma gli allenatori vanno a cercare il pelo nell’uovo. A Di Francesco non è sicuramente sfuggito che sulle palle lunghe sono state sbagliate le letture difensive. Non è successo solo in occasione del rigore che ha sbloccato la gara (Godin si è lasciato scavalcare da un pallone apparentemente comodo per lui), ma anche in altre tre situazioni. Amnesie che si rischia di pagare care. Così come Zappa è stato ingenuo sul secondo gol di Belotti, lasciando passare un pallone che poteva tranquillamente intercettare. È sicuramente un errore di gioventù, che fa parte della crescita di questo ragazzo. Ma quanto visto ieri ha detto che forse il Cagliari si è reso conto di avere in casa il terzino destro che cercava. Le prossime gare saranno esami.
Gli ex. Murru è stato in campo solo per qualche minuto. Marco Giampaolo, che ha allenato il Cagliari quattordici anni fa, è un tecnico che non se la passa bene. È sicuramente sulla graticola anche se forse per il momento non rischia l’esonero. Ieri ha incassato la terza sconfitta consecutiva e qualche contestazione dai pochi tifosi sugli spalti. La squadra non ha assimilato i suoi concetti di calcio e forse non ha nemmeno gli uomini giusti per metterli in pratica. Far giocare Rodriguez e lasciare Murru in panchina è stato un errore grave di valutazione. Intanto perchè lo svizzero è troppo statico e con un velocista come Nandez va in difficoltà. E poi, Murru spinge di più ed è più diligente nella fase di non possesso.
Disponibilità. Quella del gruppo rossoblù a seguire il proprio timoniere. Di Francesco spiega e i giocatori mettono in pratica sul campo. Ma c’è anche un altro aspetto da considerare: Walukiewicz con Godin vicino gioca più tranquillo, sta imparando a fare le cose semplici, senza cercare quei fronzoli che qualche volta lo hanno tradito. Lo stesso discorso vale per Lykogiannis che dal compagno sta imparando la determinazione e un po’ di cattiveria agonistica che spesso gli ha fatto difetto. Progressi complessivi che stanno portando il Cagliari sulla strada giusta. Ma senza dimenticarsi l’umiltà.
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