Nymburk non fa sconti Dinamo ancora al tappeto

I sassaresi, in condizioni d’emergenza, perdono la quinta gara di coppa

SASSARI. Sfinito, asfaltato, impotente e schiumante di rabbia. Il Banco di Sardegna va a sbattere contro gli attuali limiti atletici e contro un’avversaria lanciatissima verso il primo posto nel girone. Al PalaSerradimigni vince l’Era Nymburk per 73-91, ma per i sassaresi, già eliminati dalla Champions League, lo strazio di questi playoff durerà altre 48 ore: domani è infatti in programma la sesta e ultima gara, contro Bamberg, un confronto tra due squadre già matematicamente fuori dai giochi.

Vorrei ma non posso. La lista dei problemi è sempre la stessa: i postumi della quarantena per tutto il gruppo e del Covid-19 per Spissu e Katic, la serie infinita di impegni ravvicinati. Dopo il -31 di sabato con la Virtus Bologna, arriva un’altra battuta d’arresto pesante e abbastanza prevedibile. Pozzecco sceglie di non far giocare le seconde linee, ma l’avvio bruciante degli ospiti dà un indirizzo preciso alla gara. Un primo quarto difensivamente disastroso, con 32 punti concessi e pochissima reattività a rimbalzo (12-4), servono alla squadra di Oren Amiel la vittoria su un piatto d’argento.

La botta. Pozzecco sceglie il quintetto migliore, con Spissu, Gentile, Burnell, Bendzius e Bilan. La partenza dei cechi è fiammeggiante, con Tuma che bombarda dall’angolo e insieme a Dalton regala agli ospiti il primo mini-break, 2-10 dopo appena 2’. Il Banco aggiusta qualcosa a livello offensivo, con qualche transizione rapida e le triple di Bendzius e Spissu (10-14), ma la difesa non regge l’urto: Nymburk colpisce in maniera sistematica e le due triple di Prewitt riaprono la forbice: 12-22 a 3’50” dalla prima sirena. Pozzecco avvia le rotazioni inserendo Happ, Treier, Kruslin e Katic,, a muovere il punteggio ci pensa Bendzius, eppure la situazione non migliora: la squadra di coach Amiel è una macchina da canestri e prima di fine periodo scappa via superando quota 30 e toccando il +13, 19-32.

La sofferenza. Pozzecco affianca Bilan a Happ, Nymburk difende bene e manda in confusione l’attacco sassarese: Katic e compagni producono quattro palle perse di fila, dalle quali nascono un canestro, un fallo antisportivo e due contropiedi conclusi con due schiacciate da Hruban: il risultato è che dopo appena 12 minuti di gioco la Dinamo ha incassato 40 punti ed è sotto di 18, 22-40. Dal timeout non vengono fuori miracoli, ma se non altro i sassaresi provano ad alzare l’intensità, risalendo dal 26-45 al 31-45. Le percentuali al tiro dei cechi calano, Gentile trova un paio di guizzi, ma si continua a danzare su distacchi abissali: 31-48, 36-50 a 2’ dal riposo, sino al pesantissimo -18 (36-54) di metà gara. Nel secondo tempo la Dinamo prova a mettersi in ritmo, Pozzecco incita a gran voce i suoi ragazzi, che ce la mettono tutta ma si scontrano contro difficoltà oggettivi: Bilan esce subito con 4 falli, Spissu ha 1/10 al tiro, mentre i cechi sbagliano qualcosa ma a rimbalzo ci sono sempre loro. E così dopo 3’09” è già tempo di timeout, con il Banco che è punto e a capo: 40-59 e Nymburk che non alza il piede dall’acceleratore, anzi: il break ospite è devastante (3-16) e tocca il +28, 43-71.

Orgoglio e rabbia. Le triple di Bendzius e Treier danno un po’ di ossigeno alla Dinamo, che continua a ruotare gli stessi uomini e ondeggia a cavallo dei 20 punti di svantaggio. Alla terza sirena la squadra di coach Amiel è avanti 50-73, poi il Banco rientra ancora una volta in campo con la faccia giusta, ma le gambe non rispondono: un paio di minuti di garra servono ad assottigliare leggermente il margine (59-77 con la palla in mano), ma troppi tiri aperti rimbalzano sul ferro e a Nymburk basta un colpetto d’acceleratore. Il Banco è frustrato, gli arbitri ci mettono del loro e arrivano in rapida successione tre falli tecnici, per Bendzius, Pozzecco e per la panchina. Finisce 73-91, ed è stata davvero dura.

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