Impresa del Cagliari a Benevento

Lykogiannis, Pavoletti e Joao Pedro affossano le “Streghe”. La salvezza ora è a un passo 

INVIATO A BENEVENTO. Ci voleva un carattere di ferro per vincere al "Vigorito". Il Cagliari c'è riuscito con una prestazione tutto cuore, condita da diverse giocate di qualità. Una vittoria che apre le porte di una salvezza che fino a due settimane fa sembrava lontanissima. Il Benevento ha provato a metterla sul piano fisico, della provocazione, ha protestato durante e dopo la gara per un rigore prima concesso e poi cancellato, ma non è riuscito a scalfire la serenità di una squadra andata in campo con la testa libera, sicura dei propri mezzi, colpendo al momento giusto, affossando, forse definitivamente, una diretta concorrente. Semplici ha azzeccato tutte le mosse, ha portato a casa 20 punti in dodici partite, fatto cambiare marcia a un gruppo che non riusciva ad esprimere il proprio potenziale. Lykogiannis, Pavoletti e Joao Pedro hanno messo la firma su un successo che vale oro. I rossoblù ora sono quint'ultimi e se mercoledì batteranno la Fiorentina e il Benevento dovesse finire ko a Bergamo, festeggeranno la salvezza matematica con due turni di anticipo. Sarebbe un'impresa da... super eroi.

Sul sicuro. Non è il momento di fare prove, bisogna puntare sulle certezze. Semplici recupera Marin e Ceppitelli, schiera la formazione più affidabile nella partita più importante della stagione. Il modulo è il 3-4-1-2 con Joao che ha libertà di movimento, spesso arretra e crea spazi per gli inserimenti dei centrocampisti. Marin e Deiola formano la cerniera centrale, Nandez e Lykogianis gli esterni. Il Benevento gioca con la difesa a quattro, Caprari e Insigne alle spalle di Lapadula, terminale offensivo. In campo anche l'ex Ionita, Sau in tribuna, è infortunato.

Botta e risposta. Il Cagliari la sblocca dopo una manciata di secondi con Lykogiannis che azzecca una conclusione a giro perfetta dal limite. Partenza migliore i rossoblù non potevano avere. Il Benevento accusa il colpo, sbaglia passaggi elementari, si innervosisce, mettendo la gara sul piano fisico, con interventi duri che Doveri non sempre sanziona. L'errore grossolano lo commette Ceppitelli. Sbaglia una giocata facile facile, consegna la palla a Caprari che innesca Lapadula. L’attaccante non si fa pregare e la butta dentro. Una leggerezza grave, incomprensibile.

Super Cragno. Il Cagliari balla, è in difficoltà, mentre i campani prendono coraggio e tengono in mano il pallino del gioco. Cragno diventa il protagonista della gara con tre interventi che evitano ai rossoblù di andare al riposo in svantaggio. Troppo basso il baricentro della squadra di Semplici che fa fatica a ripartire. Carboni è in difficoltà con Lapadula e perde quasi tutti i duelli Nainggolan lotta e ingaggia con Schiattarella un duello fisico da scintille. Non è facile tenere i nervi vanno tenuti saldi contro un avversario indiavolato.

Semplici cambia. Carboni resta negli spogliatoi, dentro Zappa. Si passa alla difesa a quattro. E' un 4-4-2 con Joao Pedro che si sposta a sinistra. La mossa si rivela intelligente perchè Zappa spinge molto sulla corsia di destra e proprio da quella parte arriva il nuovo vantaggio del Cagliari. Lo segna Pavoletti su un pennellato cross di Nandez. Inzaghi comincia la girandola di sostituzioni per dare una scossa alla sua squadra che ha perso la verve del primo tempo. Il merito è anche dei Quattro Mori che alzano il baricentro, giocano di più la palla e fanno correre a vuoto le “Streghe”che hanno un evidente calo fisico.

Finale thrilling. Il Benevento attacca a testa bassa. Lo fa più col cuore che con il cervello. Asamoah, appena entrato, tocca Vila in area. Doveri assegna il rigore, poi va a vedere le immagini e si corregge. Il dubbio resta. Il Cagliari capisce che difendere sino alla fine sarebbe rischioso e in contropiede colpisce ancora con Joao Pedro, dopo una galoppata a mille all'ora dell'inesauribile Nandez che gli serve un vero e proprio "zuccherino". Non succede altro. La festa sul campo si colora di rossoblù.

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