Tutto il peso del caso Poz-Sardara ora è sulle spalle della squadra

SASSARI. C’è un ultimo impegno della stagione regolare da affrontare, ci saranno poi appena due giorni per resettare tutto e da giovedì sarà già il momento dei playoff. La Dinamo si avvicina al...

SASSARI. C’è un ultimo impegno della stagione regolare da affrontare, ci saranno poi appena due giorni per resettare tutto e da giovedì sarà già il momento dei playoff. La Dinamo si avvicina al momento più importante ed elettrizzante della stagione vivendo al suo interno una situazione al limite del grottesco.

I biancoblù oggi scendono in campo a Desio contro Cantù ma per la seconda partita consecutiva non saranno guidati da Gianmarco Pozzecco, arrivato al suo settimo giorno di sospensione da parte della società per motivi disciplinari.

La squadra, affidata agli assistenti Edoardo Casalone e Gerry Gerosa, ha già dato sul campo una grande risposta, battendo Brindisi al PalaPentassuglia, e oggi proverà a fare altrettanto al cospetto del gruppo di Piero Bucchi, già matematicamente retrocesso. Vincere significherebbe chiudere la regular season con cinque vittorie consecutive e in una posizione di assoluto prestigio, alle spalle di Milano ma a strettissimo contatto con club parecchio più ricchi (Virtus e Reyer) e con la grande rivelazione del campionato, ovvero Brindisi. E ora viene il bello.

Superato non senza difficoltà il periodo post-covid, Jason Burnell e compagni si sono rimessi al passo: la condizione fisica è cresciuta esponenzialmente, di pari passo con la chimica di squadra e la fiducia. Insomma, ce n’è abbastanza per non considerare la stagione finita qua e per “apparecchiare” tv, computer o tablet (purtroppo i palazzetti resteranno chiusi) per godersi lo spettacolo.

Ma non è pensabile arrivare ai playoff con la spada di damocle di una querelle pesantissima non ancora chiusa, con il coach costretto a stare lontano dalla squadra e con i giocatori al lavoro in una situazione surreale.

Non è necessario che Sardara e Pozzecco facciano la pace, anche se di fatto di guerra si tratta. Non interessa a nessuno chi possa o debba fare il primo passo: serve però un chiarimento urgente, a strettissimo giro. E non è obbligatorio che al termine di questa partita ci sia un vincitore e uno sconfitto: la società ha dato al coach il segnale che ha ritenuto opportuno dare, il coach avrà avuto tempo e modo di fare tutte le valutazioni, anche nell’ottica della prossima stagione. Ora però ci sono i playoff e la Dinamo, intesa come squadra, merita di poterci arrivare con la massima serenità possibile, con il suo allenatore in sella e con una fiducia rinnovata, almeno da qui alla fine dei giochi.

Per non sprecare quanto di buono costruito sinora, e per rispetto nei confronti dei tifosi, la resa dei conti definitiva può essere tranquillamente rimandata. (a.si.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes