Pozzecco carica la Dinamo: «Due vittorie in casa e ci ritroveremo giovedì al Taliercio»

Un time out durante la partita di venerdì a Venezia

Dopo la seconda sfida persa con Venezia: «Sul +17 ci è mancata l’energia. Un problema più mentale che fisico, ma potevamo vincere»

SASSARI. Rieccolo il Poz, a metterci la faccia e il suo grande cuore per guidare i suoi dopo i dieci giorni di sospensione, dopo tre partite dietro le spalle. L’ultima, fresca fresca: ko in gara1 dei playoff persa dopo un overtime. E ieri.. Rigor fortis, per una Dinamo che si sente ancora viva. Anzi, di più: «Faccio i complimenti a tutti – l’esordio di Gianmarco Pozzecco in sala stampa al Taliercio – ormai sono un paio di anni che con Venezia ci giochiamo delle partite che fanno divertire chi guarda. Noi in realtà dovremmo vivere solo e quasi esclusivamente per questo motivo. È logico e normale che dopo due sconfitte si siano divertiti più i tifosi della Reyer, ma credo i nostri debbano essere orgogliosi dei ragazzi: abbiamo difeso, giocato con continuità anche con momenti di poca lucidità non essendo abituati al back to back, così come è successo a Venezia».

Ma la Dinamo è sotto 2-0, dopo essere stata sopra a lungo in gara1 e ancora più sopra in gara2, anche sul +17. «È importante tornare a giocare a Sassari – spiega il coach della Dinamo –: vogliamo tornare a casa, i ragazzi sono in ballo da domenica prima di giocare a Cantù. Sia io sia Walter dobbiamo essere orgogliosi di quanto fatto in questi anni: questa sfida ha regalato grandi emozioni ed è diventata LA sfida di queste ultime stagioni. Noi vogliamo vincere e sono sicuro che i ragazzi faranno di tutto per vincere gara3, allungare la serie e poi tornare al Taliercio per gara 5».

Però, sul più 17... «Abbiamo pagato una mancanza di energia nel momento in cui, non avendo approfittato di aver giocato una pallacanestro di alto livello nel secondo quarto, invece di chiuderlo con vantaggio cospicuo abbiamo subito la stretta delle maglie in difesa di Venezia. Sul +17 abbiamo sbagliato due tiri aperti e preso contropiede e sono convinto che in queste partite sia più decisiva la stanchezza mentale di quella fisica. Quella fisica la assorbi in maniera diversa mentre è più facile cadere in un tunnel dove la testa ti consiglia di fare le cose sbagliate».

«Noi ci siamo rilassati ma poi siamo stati bravi perché avevamo perso l’inerzia, rischiando di sprofondare: siamo stati mentalmente forti a rientrare in partita, trovare due canestri e negarli a loro e abbiamo rischiato di vincere. Mi dispiace non aver potuto usufruire dell’assetto con Ethan e Miro insieme in campo: abbiamo fatto un canestro proprio con palla dentro per Ethan con taglio sul fondo di Miro, ma hanno fischiato il quarto fallo a Bilan e ho dovuto rinunciare a questo tatticismo che secondo me avrebbe potuto darci molto».

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