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Bernal show a Campo Felice Si prende la tappa e la rosa

Bernal show a Campo Felice Si prende la tappa e la rosa

ROMA. «Ho già pianto due volte per le sensazioni che mi provoca questa vittoria, arrivata dopo che ho fatto tanti sacrifici per arrivare fin qui e dopo il Tour dello scorso anno (in cui si era...

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ROMA. «Ho già pianto due volte per le sensazioni che mi provoca questa vittoria, arrivata dopo che ho fatto tanti sacrifici per arrivare fin qui e dopo il Tour dello scorso anno (in cui si era ritirato ndr)». Il colombiano Egan Bernal ha gli occhi lucidi mentre racconta quanto ha fatto ieri sullo sterrato conclusivo, di 1600 metri, della nona tappa del Giro d'Italia, in Abruzzo, da Castel di Sangro a Campo Felice.

Da questa regione proviene il camoscio Giulio Ciccone. Ieri ci ha dato dentro di brutto, e alla fine solo Bernal ha fatto meglio di lui, con quell'allungo micidiale che gli ha dato la vittoria e la maglia rosa. Però Bernal fa sfoggio di modestia e non celebra se stesso, ma la sua squadra, la Ineos Grenadiers. «Era un paio di giorni che cercavo la maglia rosa – dice –, i ragazzi della squadra mi hanno detto che ce l'avrei fatta, in corsa hanno tirato per me e questa vittoria è più loro che mia». Così, dopo quattro Gran premi della montagna, 3.400 metri di dislivello e un finale inedito, il colombiano ha trionfato spingendo sui pedali fino all'ultimo metro. Anche perché dietro c'era un Ciccone scatenato, e anche Vlasov e soprattutto Evenepoel non mollavano, arrivando staccati di una manciata di secondi. Intanto Ciccone mastica amaro, per un secondo posto di giornata che non lo soddisfa fino in fondo: davanti alla sua gente voleva vincere. «Con un Bernal che andava così forte era difficile, quindi va bene così». Ora dovrà confermarsi, e conoscendone il carattere certo non si tirerà indietro.

La tappa, pur essendo dura, era cominciata con tanti attacchi a ritmi folli nelle prime due ore di corsa, e più volte erano riusciti ad evadere dei gruppetti senza però guadagnare un gran margine. Sul Passo Godi, colpo di scena con la Bahrain-Victorious all'attacco con l'uomo di classifica Damiano Caruso supportato da Mader e Mohoric. Ma proprio lo sloveno in discesa cadeva di brutto, riportando un grosso spavento e un trauma cranico. Successivamente c'è stato l'attacco che pareva quello giusto, di 17 corridori, dai quali nel finale evadevano il franceseBouchard e l'olandese Bouwman. Guadagnata una trentina di secondi di vantaggio sulla concorrenza, sembrava che la lotta per la vittoria di tappa fosse riservata a loro due, invece sullo sterrato cedevano di schianto e Bernal rinveniva con un'azione irresistibile. Il colombiano capace di tutto sulla bicicletta, ed ex specialista della mountain bike, è tornato dopo i problemi dell'anno scorso e vuole dimostrare di essere quello del 2019. I suoi avversari sono avvisati.

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