Il matrimonio continua L’Olbia e mister Canzi firmano il rinnovo
OLBIA. Il primo a far intendere che l’agognato rinnovo è stato giusto Max Canzi ieri mattina con un indizio su Instagram. Poi il club ha fatto il resto con ufficialità e conferenza. Un altro anno a...
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OLBIA. Il primo a far intendere che l’agognato rinnovo è stato giusto Max Canzi ieri mattina con un indizio su Instagram. Poi il club ha fatto il resto con ufficialità e conferenza. Un altro anno a Olbia significa «continuare quel che abbiamo lasciato di incompiuto», lo dice l’allenatore stesso. La primissima riconferma è stata un paio di settimane fa quella di Ragatzu ma è ieri che concretamente è stata posta la prima pietra. Messa la panchina al sicuro, c’è la squadra da costruire.
Scelta giusta. «Siamo convinti di aver fatto la scelta giusta – il commento è del direttore sportivo Tomaso Tatti –. Perché il campionato si è chiuso in crescendo, è stato fatto un bel lavoro e valorizzati molti giovani. Era giusto continuare insieme. E di Canzi oltre all’aspetto tecnico sottolineo quello umano». L’accordo, dicono direttore e tecnico, non è stato difficile da trovare. Circa una settimana di trattativa, «ho ricevuto qualche altra chiamata – svela Canzi –, ma ho preso del tempo perché volevo prima di tutto parlare con l’Olbia, avevo detto che era la mia priorità». E poi c’è qualche soddisfazione da togliersi ancora: «Ho fatto un anno senza pubblico, senza la possibilità di prendere applausi e fischi. Continuare è una scelta naturale e doverosa perché non abbiamo finito il lavoro». Il primo tassello è stato lui: «ora potrò confrontarmi con la società sulle prossime mosse. Ma come sempre e come fatto anche a gennaio quando abbiamo deciso di non intervenire sulla squadra che era in difficoltà».
Cantiere aperto. C’è una colonna portante da cui ripartire, il gruppo dei grandi («La prima scelta di ripartire da Ragatzu ha influenzato me e influenza il resto, è un messaggio forte», Canzi dixit). Nelle prossime settimane «parleremo con chi in scadenza a giugno e in generale vogliamo giocatori molto motivati, seguiremo questa direzione». Parola del Ds Tatti, che spiega: «La rosa non andrà ritoccata tanto, però voglio capire la volontà dei calciatori. Per esempio posso già dire che con Arboleda siamo a buon punto, resterà». Al contrario, un post social sibillino di Pennington lascia intravedere l’addio, «ha fatto tutto lui – la stoccata di Tatti –. Forse ha già in testa di voler cambiare, rispettiamo l’idea di tutti, non vogliamo costringere nessuno a rimanere». Per Canzi, aereo di ritorno a Milano stamattina, ci si rivede a luglio in ritiro.
Paolo Ardovino
Scelta giusta. «Siamo convinti di aver fatto la scelta giusta – il commento è del direttore sportivo Tomaso Tatti –. Perché il campionato si è chiuso in crescendo, è stato fatto un bel lavoro e valorizzati molti giovani. Era giusto continuare insieme. E di Canzi oltre all’aspetto tecnico sottolineo quello umano». L’accordo, dicono direttore e tecnico, non è stato difficile da trovare. Circa una settimana di trattativa, «ho ricevuto qualche altra chiamata – svela Canzi –, ma ho preso del tempo perché volevo prima di tutto parlare con l’Olbia, avevo detto che era la mia priorità». E poi c’è qualche soddisfazione da togliersi ancora: «Ho fatto un anno senza pubblico, senza la possibilità di prendere applausi e fischi. Continuare è una scelta naturale e doverosa perché non abbiamo finito il lavoro». Il primo tassello è stato lui: «ora potrò confrontarmi con la società sulle prossime mosse. Ma come sempre e come fatto anche a gennaio quando abbiamo deciso di non intervenire sulla squadra che era in difficoltà».
Cantiere aperto. C’è una colonna portante da cui ripartire, il gruppo dei grandi («La prima scelta di ripartire da Ragatzu ha influenzato me e influenza il resto, è un messaggio forte», Canzi dixit). Nelle prossime settimane «parleremo con chi in scadenza a giugno e in generale vogliamo giocatori molto motivati, seguiremo questa direzione». Parola del Ds Tatti, che spiega: «La rosa non andrà ritoccata tanto, però voglio capire la volontà dei calciatori. Per esempio posso già dire che con Arboleda siamo a buon punto, resterà». Al contrario, un post social sibillino di Pennington lascia intravedere l’addio, «ha fatto tutto lui – la stoccata di Tatti –. Forse ha già in testa di voler cambiare, rispettiamo l’idea di tutti, non vogliamo costringere nessuno a rimanere». Per Canzi, aereo di ritorno a Milano stamattina, ci si rivede a luglio in ritiro.
Paolo Ardovino
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