«Linguaggio sbagliato», Giovanni Veronesi chiede scusa alla Dinamo
L’ala oggi a Cremona in un’intervista aveva usato termini offensivi parlando di come si è lasciato alla fine della scorsa stagione con la società sassarese
Sassari «Vi prego di voler accoglier le mie scuse, con l’assicurazione che simili espressioni non avranno a ripetersi in futuro. Sinceramente Giovanni Veronesi». Termina così un post su Instagram dell’ala della Vanoli Cremona, nella scorsa stagione con la Dinamo Sassari che dopo averlo prelevato dalla A2 lo ha lanciato in Serie A e ne ha quindi favorito la recente convocazione in Nazionale.
Il giocatore però non si deve essere lasciato benissimo con il club biancoblù, dato che durante un’intervista in un podcast si è espresso con termini duri nei suoi confronti usando il termine “infami”, relativamente al pagamento di un buyout (aveva un contratto pluriennale) per il quale la società sassarese non aveva intenzione di attendere, mentre lui chiedeva tempo non avendo ancora firmato con i lombardi. Così – ha spiegato nell’intervista – ha dovuto pagarlo l’agente.
«Ogni tanto capita di scivolare e quando si sbaglia è giusto chiedere subito scusa _ scrive Veronesi – Con la presente desidero porgere le mie più sincere scuse per le dichiarazioni rese in una recente intervista, nelle quali ho definito con un termine inappropriato la mia precedente società. Riconosco di aver utilizzato un termine del tutto sbagliato e offensivo, che non rispecchia in alcun modo il mio modo di pensare né il mio modo di essere e di interpretare, nel rigoroso rispetto di lealtà e correttezza i rapporti interpersonali e professionali».
E ancora: «La mia intenzione, seppur espressa in modo sbagliato, era semplicemente di censurare quello che ritenevo un comportamento contrattuale scorretto, non certo di ledere l’onore e la reputazione della società e delle persone che ne fanno parte. Sono consapevole che il linguaggio utilizzato ha superato i limiti della legittima critica e me ne rammarico profondamente. La mia carriera sportiva è sempre stata improntata ai principi di lealtà, buona fede e correttezza, valori che considero fondamentali sia dentro che fuori dal campo, e che le mie parole non hanno adeguatamente rappresentato. Vi prego pertanto di voler accogliere le mie scuse, con l’assicurazione che simili espressioni non avranno a ripetersi in futuro».
Nell’intervista Veronesi ha anche parlato delle difficoltà con coach Markovic («Non mi poteva vedere, almeno sembrava»), del malcontento dei primi mesi quando aveva un minutaggio ridotto, della voglia di andare via, della prima volta in quintetto e dello spazio conquistato da quel momento e di non sentirsi comunque felice dell’esperienza che lo ha spinto a chiedere la rescissione.