Mondiale 2026, finale da primato: biglietti fino a 11mila dollari, verso la partita più costosa di sempre
La Fifa difende il sistema dinamico ma negli Stati Uniti cresce la contestazione politica e dei tifosi
Roma La finale dei Mondiali 2026 rischia di diventare la partita più costosa nella storia del calcio. Per l’ultimo atto del torneo, in programma il 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, la Fifa ha portato il prezzo massimo dei biglietti a 10.990 dollari. Nella precedente fase di vendita il tetto era fissato a 8.680 dollari.
I rincari hanno riguardato anche le altre fasce: la Categoria 2 è salita a 7.380 dollari e la Categoria 3 a 5.785. Il confronto con Qatar 2022 è netto: allora il tagliando più caro per la finale tra Argentina e Francia era intorno a 1.600 dollari.
Alla base delle contestazioni c’è il sistema di dynamic pricing introdotto dalla Fifa per il torneo organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico. Il meccanismo fa variare i prezzi in base alla domanda e alla disponibilità, una scelta che ha alimentato le proteste di tifosi e osservatori. Nella fase di vendita più recente, inoltre, gli acquirenti hanno potuto per la prima volta selezionare anche i posti specifici e non soltanto la categoria del biglietto.
Negli Stati Uniti la polemica è arrivata anche al Congresso. Sessantanove deputati democratici, guidati dalla parlamentare californiana Sydney Kamlager-Dove, hanno scritto a Gianni Infantino chiedendo di abbassare i prezzi e contestando un Mondiale che, a loro giudizio, rischia di diventare sempre meno accessibile. La lettera è datata 10 marzo ed è stata resa pubblica l’11 marzo.
La Fifa ha replicato spiegando che non tutti i biglietti sono stati ancora immessi sul mercato e che nuove tranche saranno distribuite progressivamente. Per cercare di attenuare le critiche, l’organizzazione ha anche previsto una quota limitata di tagliandi da 60 dollari destinati ai tifosi più fedeli delle Nazionali.
Resta però il nodo dei costi complessivi, aggravato anche dal mercato ufficiale della rivendita. Sulla piattaforma autorizzata, infatti, la Fifa applica una commissione del 15% sia a chi vende sia a chi compra.
Infantino ha difeso il modello sostenendo che la domanda per il torneo è senza precedenti. Ma il tema dell’accessibilità economica continua ad alimentare lo scontro, mentre a poco più di due mesi dall’inizio del Mondiale il prezzo dei biglietti resta uno dei fronti più controversi dell’organizzazione.
