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Italia ai Mondiali 2026, ipotesi ripescaggio: cosa può accadere

Italia ai Mondiali 2026, ipotesi ripescaggio: cosa può accadere

Dopo il ko nei playoff contro la Bosnia, gli azzurri guardano alla possibile esclusione dell’Iran

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Roma L’Italia resta in attesa di capire se esista una possibilità di partecipare ai Mondiali 2026 dopo la sconfitta nella finale playoff contro la Bosnia. L’ipotesi che tiene aperta una minima speranza è legata a un possibile forfait dell’Iran, coinvolto nel conflitto con gli Stati Uniti, tra i Paesi organizzatori della competizione insieme a Canada e Messico. Si tratta, allo stato attuale, di uno scenario remoto. La prospettiva di un ripescaggio dipenderebbe da una decisione discrezionale della Fifa in caso di rinuncia ufficiale della nazionale iraniana.

Il nodo regolamentare e il criterio di scelta

Nel caso in cui l’Iran non partecipasse alla fase finale, la scelta della squadra sostitutiva spetterebbe alla Fifa. Il regolamento, all’articolo 6.7, prevede infatti che l’organismo possa individuare il rimpiazzo “a propria esclusiva discrezione”. In questo contesto, la posizione dell’Italia nel ranking mondiale — dodicesima — potrebbe rappresentare un elemento favorevole. Tuttavia, la logica sportiva suggerisce un’altra direzione: il posto verrebbe con ogni probabilità assegnato a una nazionale asiatica, appartenente alla stessa confederazione dell’Iran.

Le alternative asiatiche in caso di forfait

L’eventuale esclusione iraniana aprirebbe quindi la strada a una selezione asiatica. L’Iraq ha già ottenuto la qualificazione superando il playoff contro la Bolivia, conquistando sul campo l’accesso al torneo. Di conseguenza, un eventuale ripescaggio potrebbe premiare gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall’Iraq durante il percorso di qualificazione. Un’ipotesi che ridurrebbe ulteriormente le possibilità di inserimento per l’Italia.

Tempi e incertezze sulla decisione

Non esiste ancora una tempistica definita per una decisione ufficiale. Molto dipenderà dall’evoluzione del contesto geopolitico in Medio Oriente e dalla possibilità concreta che l’Iran partecipi o meno alla competizione. Con l’inizio del torneo fissato per l’11 giugno, e a circa due mesi dall’esordio, appare comunque probabile che una decisione venga presa con un certo anticipo rispetto al via ufficiale.

Le dichiarazioni contrastanti

A fine febbraio, il ministro dello sport iraniano Ahmad Donyamali aveva messo in dubbio la partecipazione della nazionale: secondo le sue parole, dopo gli attacchi aerei che hanno causato la morte della guida suprema Ali Khamenei, non sussisterebbero più le condizioni per prendere parte alla Coppa del Mondo. Una posizione però smentita dal presidente della FIFA, Gianni Infantino, che ha ribadito la presenza dell’Iran al torneo e la conferma del calendario.

Il possibile girone degli azzurri

Nel caso in cui si concretizzasse lo scenario del ripescaggio, l’Italia verrebbe inserita nel gruppo G. Il calendario prevederebbe l’esordio contro la Nuova Zelanda il 16 giugno a Los Angeles, seguito dalla sfida al Belgio il 21 giugno ancora in California. La fase a gironi si concluderebbe il 27 giugno a Seattle contro l’Egitto. Al momento, tuttavia, la prospettiva resta legata a variabili esterne e a una decisione che, pur prevista dal regolamento, appare lontana dagli sviluppi più probabili.

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