Ragazzi delle medie e Wwf : «Budelli la compriamo noi»

Gli studenti piemontesi di Mosso rilanciano l’idea di una campagna nazionale Raccolta fondi nelle scuole: 50 centesimi a testa per arrivare a 3 milioni di euro

di Antonio Canu

Sono arrivati a piedi, zaino in spalle. Sorridenti e curiosi, molto determinati. Dalla stazione ferroviaria di Vanzago all'Oasi del Wwf, ci vogliono una trentina di minuti di cammino. Prima, un viaggio di circa un'ora e mezza in treno. Sono i ragazzi di seconda della Scuola Media di Mosso, piccolo centro della provincia di Biella. Sono loro, la classe che da mesi si è mobilitata per dare un futuro all'isola di Budelli. Dapprima per partecipare all'asta di acquisto. Poi, per presentare un progetto di gestione. In collaborazione con il Wwf, che si è messo a disposizione per dar loro un sostegno tecnico all'iniziativa, l'idea di realizzare "l'isola dei ragazzi", procede.

In uno scenario che cambia in continuazione, dove i colpi di scena sono all'ordine del giorno, l'unica certezza è che i ragazzi di Mosso andranno avanti , qualunque sarà il destino amministrativo dell'isola. Di certo hanno già imparato le complessità nell'amministrare i beni, pubblici e privati, e quanto siano imprevedibili i protagonisti coinvolti in questa storia. Come infatti sappiamo, nei giorni scorsi sono state rimesse in discussione l'acquisto da parte dell'Ente Parco - con fondi del governo -e la stessa destinazione a riserva integrale dell'isola. Donatella Bianchi, la presidente del Wwf Italia, ha detto nel messaggio di saluto ai ragazzi, "voi rappresentate il lato buono di questa vicenda". Vero, verissimo. Accompagnati dai due insegnanti Giuseppe Paschetto e Riccardo Ongaretto, gli studenti hanno accolto l'invito del Wwf a visitare un'oasi dell'associazione, per vivere in prima persona un'esperienza di gestione e allo stesso tempo lavorare al progetto dell'isola dei ragazzi. Oltre agli alunni della seconda, una ventina, tra cui anche due ragazze di origine sarda, si sono aggregate quattro alunne della Terza, che volontariamente stanno dando una mano ai compagni di scuola più piccoli. Sono stati giorni intensi quelli trascorsi nell'oasi. Dapprima la conoscenza del luogo, sicuramente molto diverso dall'isola sarda, ma come hanno facilmente colto, anch'esso isola, in un contesto diverso. Budelli in un mare da sogno, il bosco di Vanzago, in un territorio modificato dall'uomo e in gran parte urbanizzato. Il contatto con la flora e la fauna, la scoperta di una realtà anch'essa unica, dal momento che l'Oasi di Vanzago rappresenta uno degli ultimi boschi della Pianura padana, sono serviti a contestualizzare il valore di un ambiente e il ruolo che riveste e non solo a livello locale.

Poi si sono dedicati a Budelli, trasferendo qualche impressione vissuta durante il soggiorno e integrandole con le conoscenze acquisite sull'isola, tra l'altro già numerose. Non sarebbe infatti una sorpresa, scoprire che proprio loro, i ragazzi piemontesi, siano tra i maggiori conoscitori di Budelli, nonostante non l'abbiano mai visitata. Facilitati in maniera eccellente dai professori e con il supporto degli esperti del Wwf gli alunni si sono calati con entusiasmo nel progetto. Il quale prevede una raccolta fondi - che sta procedendo - il cui impiego dipenderà da come fin. irà la vicenda legale. Fin da subito si sono posti degli obiettivi: se ogni italiano donasse 5 centesimi, la somma dei 3 milioni sarebbe facilmente raggiunta. Lo stesso avverrebbe se tutti gli studenti ne donassero 50 di centesimi. Un piano di raccolta fondi che si è strutturato anche con l'arruolamento di ambasciatori, ragazzi nelle scuole, adulti al di fuori, che oltre a promuovere il sito web dove poter versare i contributi, raccoglierà le somme anche direttamente. Un meccanismo efficace che è stato illustrato dagli stessi ragazzi, alla Facoltà di Economia, dipartimento di Sociologia, dell'Università Cattolica: non è certo frequente vedere 5 giovani scolari tenere lezione a una quarantina di studenti già avanti negli studi.

Sulla gestione dell'isola, le idee raccolte e discusse sono già abbastanza. E tutte interessanti. Ora è il tempo dell'approfondimento e della fattibilità. In attesa che venga completato e presentato, il progetto ha un suo percorso e le sue priorità. Ecco, in breve le linee guida. Intanto Budelli non può isolarsi dal contesto dell’Arcipelago della Maddalena di cui è parte integrante. Poi è necessario intervenire per conservare gli ecosistemi più vulnerabili - come quelli costituiti dalla flora mediterranea e in particolare i ginepreti e la prateria di posidonia - nell'organizzare la fruizione, possibile ma sostenibile, nella raccolta regolare dei rifiuti che vengono dal mare, nella prevenzione di possibili impatti, come gli incendi, nella ricerca, come quella sui cambiamenti climatici. Per completare il progetto dell'isola dei ragazzi, il passo successivo sarà quello di entrare in contatto con le scuole locali, sarde e anche nazionali. Perfino internazionali, se possibile. Utilizzando il web, i social network, lo scambio in rete, si permetterà a tutti di dare un contributo. Perché dai giovani arriveranno sicuramente idee nuove. Qualunque sarà l'epilogo di questa storia, il sorriso e la determinazione dei ragazzi di Mosso rappresentano un fatto nuovo. Un esempio di responsabilità sociale straordinario. Su cui riflettere. E non solo per Budelli. Su un cartellone utilizzato durante la discussione nei gruppi di lavoro, c'era scritto, tra le tanti frasi, "Un'isola migliore, fatta con il cuore". Loro, i ragazzi, la stanno realizzando.

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