Brindisi e filastrocche Koinè celebra vent’anni con i lettori
SASSARI. “Vent’anni vissuti libreramente” è l’evento col quale domenica la libreria Koinè festeggerà il suo ventesimo compleanno. Lo farà nei locali della libreria, in via Roma 137, a mezzogiorno con...
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SASSARI. “Vent’anni vissuti libreramente” è l’evento col quale domenica la libreria Koinè festeggerà il suo ventesimo compleanno. Lo farà nei locali della libreria, in via Roma 137, a mezzogiorno con un aperitivo insieme ai lettori e nel pomeriggio con Gianfranco Liori e Renzo Cugis che presenteranno la terza raccolta di “Filastrocche'n roll”.
Un anniversario importante per una libreria che nel corso degli anni ha saputo rinnovarsi, stare al passo dei tempi e anche uscire dalle mura con i titolari Aldo Addis e la moglie Maria Sechi diventati insostituibili riferimenti di tutte le iniziative culturali del territorio. Koinè è anche una questione di famiglia e generazionale: quella che oggi è una libreria internazionale è nata a metà degli anni Settanta col padre di Aldo, Michelino, e si è allungata fino a Porto Torres con una seconda Koinè gestita da Gabriele, figlio di Aldo e Maria. E in vent’anni il mondo delle librerie è cambiato a ritmo vertiginoso: «Mio padre ha aperto nel 1974 come “Agenzia libraria moderna” – ricorda Aldo Addis – e io sono subentrato nel 1991. Poi nel 1997 c’è stata la trasformazione nell’attuale Koinè. Per capire la differenza, nel 1991 mio padre non aveva nemmeno il fax: non perché non lo volesse, ma perché in quegli anni funzionava così». «Quella che non è cambiata è però la figura del libraio – aggiunge –, che resta sempre il ruolo di chi mette insieme le persone. Fa niente se adesso c’è la tecnologia, tutti abbiamo gli smartphone e viaggiamo sul web. Anzi, paradossalmente, la gente sente ancor di più la necessità di condividere le esperienze e ha bisogno di un ruolo fisico nel quale incontrarsi. Vero anche che il librario deve comunque uscire di più dalla libreria». In questi vent’anni da Koinè sono transitati i più grandi scrittori ma l’evento che Aldo Addis ricorda con piacere è la serata con Alberto Angela al Teatro Comunale tutto esaurito: «Un evento che mi ha dato speranza, significa che c’è ancora tanta gente che ama la cultura ed è disposta anche a fare la fila fino a mezzanotte per un autografo. E soprattutto mi ha fatto sperare il fatto che ci fossero tantissimi giovani».(r.s.)
Un anniversario importante per una libreria che nel corso degli anni ha saputo rinnovarsi, stare al passo dei tempi e anche uscire dalle mura con i titolari Aldo Addis e la moglie Maria Sechi diventati insostituibili riferimenti di tutte le iniziative culturali del territorio. Koinè è anche una questione di famiglia e generazionale: quella che oggi è una libreria internazionale è nata a metà degli anni Settanta col padre di Aldo, Michelino, e si è allungata fino a Porto Torres con una seconda Koinè gestita da Gabriele, figlio di Aldo e Maria. E in vent’anni il mondo delle librerie è cambiato a ritmo vertiginoso: «Mio padre ha aperto nel 1974 come “Agenzia libraria moderna” – ricorda Aldo Addis – e io sono subentrato nel 1991. Poi nel 1997 c’è stata la trasformazione nell’attuale Koinè. Per capire la differenza, nel 1991 mio padre non aveva nemmeno il fax: non perché non lo volesse, ma perché in quegli anni funzionava così». «Quella che non è cambiata è però la figura del libraio – aggiunge –, che resta sempre il ruolo di chi mette insieme le persone. Fa niente se adesso c’è la tecnologia, tutti abbiamo gli smartphone e viaggiamo sul web. Anzi, paradossalmente, la gente sente ancor di più la necessità di condividere le esperienze e ha bisogno di un ruolo fisico nel quale incontrarsi. Vero anche che il librario deve comunque uscire di più dalla libreria». In questi vent’anni da Koinè sono transitati i più grandi scrittori ma l’evento che Aldo Addis ricorda con piacere è la serata con Alberto Angela al Teatro Comunale tutto esaurito: «Un evento che mi ha dato speranza, significa che c’è ancora tanta gente che ama la cultura ed è disposta anche a fare la fila fino a mezzanotte per un autografo. E soprattutto mi ha fatto sperare il fatto che ci fossero tantissimi giovani».(r.s.)
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