La Nuova Sardegna

“Lopez e Solenghi show”, risate e nostalgia

di Monica De Murtas

Successo per lo spettacolo portato in scena a Sassari dai due comici dopo quindici anni. La dedica ad Anna Marchesini

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SASSARI. Annunciati dal sound di una jazz band e da un disegno luci da show all’americana fanno il loro ingresso sul palco del Comunale di Sassari: Massimo Lopez e Tullio Solenghi, smoking e sorriso smagliante, di nuovo insieme in scena dopo una pausa di 15 anni. Ad accoglierli l’applauso scrosciante di oltre 1.500 persone che hanno salutato i due amatissimi attori al grido di “bravi” prima ancora dell'inizio dello spettacolo. Sì, perché gli esponenti del mitico Trio sono una garanzia di risate. «Grazie, siete un pubblico stupendo, ci basta anche solo questo saluto così caloroso per farci tornare a casa felici», dice Solenghi girando sui tacchi e facendo finta di andare via. Le prime risate arrivano così al primo minuto di spettacolo e si entra subito nel vivo di uno show che andrà avanti per quasi due ore senza break all’insegna del divertimento e della musica. Lopez e Solenghi, da bravi show man, maestri della versatilità come pochi artisti in Italia, si esibiscono non solo in una carrellata di gag e improvvisazioni, ma anche in performance musicali sia come solisti che in frizzanti duetti.

Presentato in anteprima regionale, il “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show” ha aperto con successo la stagione Cedac registrando il tutto esaurito (replica sino al 17 dicembre al teatro Massimo di Cagliari). Solenghi ci tiene a ricordare al pubblico la sua formazione accademica da attore “serio”: arriva così sul palco nelle vesti di Amleto (con tanto di parrucca e teschio in mano) per esibirsi nel celeberrimo soliloquio che nonostante l’evidente disappunto di Lopez interpreta in diverse lingue e improbabili idiomi regionali. La gag, oltre alle risate che fa esplodere in teatro, mostra le doti che hanno da sempre distinto Solenghi e gli altri membri del Trio, capaci di divertire con un linguaggio teatrale apparentemente leggero ma basato su una grande conoscenza delle tecniche vocali, gestuali e interpretative. Oltre l'innegabile background, i due artisti sul palco mostrano il consueto affiatamento in un continuo scambio di ruoli, marchio di fabbrica del Trio, che da sempre diverte il pubblico.

Interpreti a autori del nuovo spettacolo, Lopez e Solenghi hanno proposto le imitazioni e le battute che il pubblico da tempo attendeva di risentire dal vivo. L’amarcord anni Ottanta e Novanta, sebbene abbia raccolto risate e applausi, ha forse però rallentato in qualche momento lo spettacolo, rendendolo – soprattutto nella prima parte – piuttosto prevedibile. Tra i vari cammei, l’incontro tra Papa Bergoglio (Lopez) e Papa Ratzinger (Solenghi) in un esilarante siparietto di vita domestica in cui il “pastore tedesco” prepara la cena al collega e confessa di aver nostalgia dei suoi discorsi ai fedeli in piazza “Zan” Pietro. Esperto imitatore di papi, Lopez, da prova della sua maestria nel modulare la voce passando da un personaggio all'altro e proponendo in pochi minuti una carrellata di imitazioni: da Papa Giovanni a Papa Francesco.

Grandi applausi nei duetti musicali tra Gino Paoli e Ornella Vanoni e quelli tra Dean Martin e Frank Sinatra. Impossibile guardare i due comici senza pensare al Trio, orfano di un tassello prezioso. Evocata più volte dagli attori Anna Marchesini è molto più di un ricordo nel corso dello spettacolo. Non c'è bisogno di nominarla perché il pubblico, composto per la maggior parte di fan affezionati la veda presente tra le pieghe di una battuta, un gesto, una gag. Ad Anna è dedicato un delicato ricordo che Massimo e Tullio leggono insieme a fine spettacolo. Non sembra un testo scritto per chi è andato via per sempre, ma per chi in qualche modo c’è ancora. La tristezza a questo punto arriva, ma si scioglie subito in un infinito applauso.

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