Caro omofobo, contro di te possiamo vincere
“Siamo tutti uguali, perché nati sotto lo stesso cielo” (Ep.47, Seneca)* * *Caro omofobo, sono passati quindici anni da quando le tue parole, taglienti come una spada affilata, hanno rischiato di...
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“Siamo tutti uguali, perché nati sotto lo stesso
cielo” (Ep.47, Seneca)
* * *Caro omofobo, sono passati quindici anni da quando le tue parole, taglienti come una spada affilata, hanno rischiato di uccidermi.
Oggi ti scrivo questa lettera perché vorrei dirti che tutti siamo uguali. Anche tu sei uguale a noi, ma più cattivo, forse più perfido o poco intelligente.
Sicuramente non saprai mai guardare al mondo con gli occhi di una persona che riesce a vedere com’è la realtà.
Tu che ti sei divertito ad insultarmi per il mio modo di vestirmi, di pormi, per il mio aspetto fisico, per la mia identità sessuale, per la mia vita; tu che ti sei divertito, insieme con i tuoi amici, ad accompagnare verso la morte ragazzi che, non essendo abbastanza forti, si tolgono la vita per l’etichetta che gli avete attaccato.
Tu che sicuramente oggi hai dimenticato le cose dette, ma la tua vittima si ricorda ancora tutto; perché si perdona, ma non si dimentica.
Sì, ti ho perdonato, perché i tuoi «attacchi» mi hanno reso più forte e più consapevole di ciò che sono.
No, non dimentico perché tanti sono ancora i/le ragazzi/e gay come me che continuano ad essere vittime di bullismo. Una violenza che non bisogna accettare.
La battaglia per la libertà è ancora lunga, ma oggi so, caro omofobo, che potrà essere vinta.
cielo” (Ep.47, Seneca)
* * *Caro omofobo, sono passati quindici anni da quando le tue parole, taglienti come una spada affilata, hanno rischiato di uccidermi.
Oggi ti scrivo questa lettera perché vorrei dirti che tutti siamo uguali. Anche tu sei uguale a noi, ma più cattivo, forse più perfido o poco intelligente.
Sicuramente non saprai mai guardare al mondo con gli occhi di una persona che riesce a vedere com’è la realtà.
Tu che ti sei divertito ad insultarmi per il mio modo di vestirmi, di pormi, per il mio aspetto fisico, per la mia identità sessuale, per la mia vita; tu che ti sei divertito, insieme con i tuoi amici, ad accompagnare verso la morte ragazzi che, non essendo abbastanza forti, si tolgono la vita per l’etichetta che gli avete attaccato.
Tu che sicuramente oggi hai dimenticato le cose dette, ma la tua vittima si ricorda ancora tutto; perché si perdona, ma non si dimentica.
Sì, ti ho perdonato, perché i tuoi «attacchi» mi hanno reso più forte e più consapevole di ciò che sono.
No, non dimentico perché tanti sono ancora i/le ragazzi/e gay come me che continuano ad essere vittime di bullismo. Una violenza che non bisogna accettare.
La battaglia per la libertà è ancora lunga, ma oggi so, caro omofobo, che potrà essere vinta.
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