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Dai saggi di critica letteraria all’esperienza su Radio 3

Dai saggi di critica letteraria all’esperienza su Radio 3

Vittorio Giacopini (Roma 1961), giornalista professionista, collabora con Il Sole 24 Ore e al Venerdì di Repubblica. È fra ai conduttori, su Radio 3, della rassegna delle pagine culturali dei...

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Vittorio Giacopini (Roma 1961), giornalista professionista, collabora con Il Sole 24 Ore e al Venerdì di Repubblica. È fra ai conduttori, su Radio 3, della rassegna delle pagine culturali dei quotidiani, uno degli appuntamenti più seguiti e apprezzati dai radioascoltatori. Giacopini inizia la sua attività come autore di saggi di letteratura e critica letteraria, collaborando con riviste e giornali. È stato tra i redattori de “Lo Straniero”, rivista diretta da Goffredo Fofi. Ripete sempre più spesso di «aver deciso di smettere di scrivere», ma – vista la sua passione e considerate le sue competenze – gli credono in pochi.

Il suo primo libro, uscito nel 1999 per Bollati Boringhieri ha per titolo “Scrittori contro la politica”, silloge di suoi saggi su scrittori politici del Novecento, tra cui George Orwell, Nicola Chiaromonte, Dwight MacDonald, Carlo Levi. Altre sue opere: “Re in fuga. La leggenda di Bobby Fischer” per Mondadori, e ancora nel 2010 “Il ladro di suoni”, per Fandango Libri. È autore di vari romanzi, tra i quali il saggio “L’arte dell'inganno”, dedicato alla vicenda misteriosa dello scrittore B. Traven. Altri suoi titoli: “Nello specchio di Cagliostro”, “Un sogno a Roma”, e – tra i libri di grande fortuna editoriale – “La mappa”, con cui è entrato nella cinquina dei finalisti dell’edizione 2015 del Premio Campiello.

Ne “La mappa” Giacopini – con taglio da cronista e storico – racconta monti, laghi, colline, forre, fortilizi e contrafforti, borghi, strade, slarghi: vedere tutto, come se si fosse per aria, e tutto rappresentare in una mappa, con dettagli minuti, badando a distanze, rilievi, proporzioni: squadrare il mondo, illuminarlo, dargli ordine. È l’obiettivo di Serge Victor, ingegnere-cartografo al seguito di Napoleone durante la Campagna d’Italia. Figlio esemplare dei Lumi, nemico di fole balzane e superstizioni, adepto dell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert – alle cui parole si aggrappa con una devozione non lontana dal fideismo che la Rivoluzione si era incaricata di smantellare – Victor riceve l’ordine dal Generale in persona di riprodurre i corsi e i ricorsi della Campagna, di fermare su carta e nel tempo i nuovi confini d’Italia, che il demiurgo Napoleone va ridisegnando.

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