La Nuova Sardegna

L’isola dei nuraghi una civiltà nel cuore del Mediterraneo

di Marco Vitali
L’isola dei nuraghi una civiltà nel cuore del Mediterraneo

Da venerdì in edicola “I tesori della Sardegna nuragica” ottava uscita della collana “Tesori nascosti di Sardegna” 

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A partire dalla fine del Bronzo antico si sviluppa su tutta l’isola la civiltà nuragica, alla quale è dedicato il volume “I tesori della Sardegna nuragica”, ottavo uscita della collana della Nuova “Tesori nascosti di Sardegna”, in edicola a partire da venerdì prossimo a 8,70 euro oltre il prezzo del quotidiano.

SISTEMA TRIBALE. Strutturata in tribù, ognuna con il suo territorio di pertinenza (cantone), la civiltà nuragica ha saputo fare dell’insularità il suo punto di forza, grazie a una componente autoctona, originatasi in seno alle culture che l’hanno preceduta, capace di mitigare e rielaborare stimoli e influssi esterni in modo del tutto originale. Non ci troviamo, infatti, di fronte a una civiltà chiusa in se stessa, refrattaria ai contatti esterni, ma inserita nella rete di scambi culturali e commerciali che attraversano il bacino del Mediterraneo e che la legano in particolar modo a Micenei e Ciprioti, interessati al traffico dei metalli. In questo modo, con un netto miglioramento qualitativo, si passa dai sistemi sociali ed economici delle culture prenuragiche a un articolato e complesso sistema sociale, politico e religioso, basato su un’economia prevalentemente agro-pastorale, integrata dallo sfruttamento intensivo delle risorse minerarie e dal commercio marittimo con i popoli del bacino del Mediterraneo.

COSTRUZIONI UNICHE. Di conseguenza per soddisfare i nuovi bisogni che tale sviluppo ha comportato, questa civiltà ha dato vita nel tempo a uno sforzo edilizio enorme, senza precedenti, che ha portato alla realizzazione di numerosissime costruzioni, uniche e originali, che hanno modificato il paesaggio dell’isola. Mostrando una notevole capacità nell’utilizzare, rielaborare e migliorare le tecniche di costruzione megalitiche, vengono così edificati, a uso abitativo, difensivo, religioso, cultuale e funerario, templi a pozzo, fonti, villaggi, templi a megaron, tombe di Giganti e moltissimi nuraghi, monumenti simbolo di questa civiltà a cui hanno dato il nome e che ne scandiscono le fasi e lo sviluppo.

GRANDI TORRI. Il nuraghe è una costruzione, probabilmente nata per scopi difensivi, abitativi e di controllo del territorio, che si può definire megalitica, tipica ed esclusiva di questa cultura, costruzione a cui si arriva attraverso l’esperimento dei protonuraghi o nuraghi a corridoio. Nella forma più semplice e classica è costituito da una torre troncoconica, che probabilmente poteva raggiungere in taluni casi anche quasi trenta metri d’altezza, composta da una o più camere sovrapposte con copertura a tholos, realizzata disponendo uno sopra l’altro blocchi di pietra più o meno lavorati, senza l’ausilio di malta o leganti. Successivamente, con lo sviluppo della società, a questa in molti casi si sono aggiunte altre torri più piccole, collegate tramite cortine murarie, dando vita a strutture anche molto complesse.

CONQUISTA CARTAGINESE. Dal momento che si discute ancora sull’inizio di questa civiltà, molti studiosi preferiscono parlare di un “periodo nuragico”, più che di una civiltà, durante il quale il nuraghe viene costruito e utilizzato anche da comunità che non hanno nessun legame con coloro che lo hanno realizzato. Per altri invece il problema non si pone poiché collocano la fine della civiltà nuragica al 900-850 a.C. circa, momento in cui i nuraghi non vengono più costruiti, anticipando gran parte della bronzistica della prima Età del Ferro al Bronzo finale e considerando tutto quello che segue come postnuragico. Risulta evidente come in questo modo possa cambiare radicalmente l’interpretazione di una buona parte di ciò che è emerso. Il volume in vendita da venerdì con La Nuova segue invece la teoria più diffusa di una quarta fase nuragica, conclusasi con la conquista cartaginese.

TOMBE GIGANTI. La prima fase nuragica corrisponde al Bronzo medio (1600-1300 a.C. circa), periodo, articolato in due fasi, in cui assistiamo al formarsi dei suoi caratteri principali. Compaiono in origine i nuraghi a corridoio, che costituiscono il primo esempio di architettura nuragica, mentre quelli a tholos, composti da un’unica torre, sono più recenti e hanno una maggiore diffusione. Coesistendo per un certo periodo di tempo, sembrano aver avuto sviluppi autonomi e probabilmente differenti funzioni. Inoltre si sviluppano anche nuraghi di tipo misto che presentano caratteristiche architettoniche sia di quelli a corridoio sia di quelli a tholos. Si possono trovare isolati oppure circondati da villaggi di capanne a pianta circolare o rettangolare, realizzate con zoccolo in pietra e raggruppate attorno a uno spazio centrale o con mattoni di fango e legno. Compaiono anche le tombe di Giganti, monumento funerario per eccellenza di questa cultura, di solito nelle vicinanze di abitati di cui sono le sepolture collettive. Le prime tombe sono del tipo con stele centinata di tradizione dolmenica. Siamo agli albori di una civiltà che lascerà nell’isola tracce indelebili.

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