Cognomi sardi. Fois, vezzeggiativo di Salvatore o nome di animale: etimologia incerta

Lo scrittore Marcello Fois

Conta circa 1800 famiglie ed è il 34° in Sardegna per diffusione. La prima attestazione: 1388, villaggio medievale di Sorefà

Fois è in assoluto il 34° cognome in Sardegna per quanto riguarda la diffusione in tutta l’isola e oltre Tirreno. Per l’esattezza, oggi conta circa 1.800 famiglie di cui ben 1.370 risiedono proprio in Sardegna. È più frequente nel centro-nord con 780 utenti (556 in provincia di Sassari e 214 in quella di Nuoro). Nel centro-sud è presente con 597 utenti (492 nella vecchia provincia di Cagliari e 105 in quella di Oristano). L’epicentro, per la precisione, è costituito dal comune di Sassari (180) seguito da Nuoro (88), Cagliari (85), Alghero (80), Portoscuso (50), Sant’Antioco (37), Sennori (39), Bosa e Carbonia (29), Quartucciu (28), Bono, Olbia e San Gavino Monreale (26), Quartu Sant’Elena (24), Arzachena (22), Gonnesa (21), Porto Torres e Tortolì (20). A Portoscuso è il cognome più frequente. Il resto dei Fois risiede in altre regioni specie nel Lazio (84 di cui 58 a Roma), in Lombardia (79), Piemonte (61) e Toscana (57).

La prima attestazione si trova nell’atto di pace tra la Corona d’Aragona e il Regno d’Arborea (1388) con la forma Foi nel villaggio medievale di Sorefà. In seguito questa forma è attestata nel distrutto villaggio di Speluncas (1600), a Ozieri (1607); Nulvi (1615); Chiaramonti (1656); Martis 1683 e Silanus (1880). La forma Foi è tuttora in uso sul piano orale in molte località. A Benetutti è presente con la forma Foe, Voe che è documentata nel 1881 a Bitti.

L’odierna forma Fois è insorta successivamente. La prima citazione si riscontra a Bosa (1599), poi a Bolotana (1602), Calangianus (1615-1622), Castelsardo (1617), Tempio (1622-1658), Sassari (1623), Nulvi (1626), Sennori (1692), Perfugas (1694), Macomer (1781), Bortigali (1803), Ula (1827), Tortolì (1846), Fonni (1850), Galtellì (1857), Berchidda (1868), Bono, Ilbono, Lula, Nuoro, Oliena, Portoscuso, Quartucciu, Samassi (1880). Inoltre è registrata negli atti dei Parlamenti del Regno di Sardegna. Nelle fonti documentarie sono attestate anche le varianti Foy (Perfugas 1731) e Foijs (Cagliari 1571; Sassari 1624). Una variante di questo cognome è la rara forma Voe attestata a Bitti e Nuoro.

In un documento del 1614, relativo alla concessione del cavalierato e della nobiltà al bolotanese Onofrio Fois, Fois è trascritto con la forma Foix che corrisponde a un cognome catalano formato dal nome di una cittadina francese situata nella regione del Midi-Pirenei. Secondo la stessa fonte da questa famiglia di Bolotana discenderebbero anche i Fois di Sassari, Bitti e Bortigali. La forma Foix costituisce uno dei vari tentativi volti ad accreditare un’origine catalana di certi cognomi sardi anche in assenza di documentazione probatoria.

Per quanto riguarda il significato, bisogna tenere conto che la forma Fois rappresenta il plurale familiare di quella più antica ovvero Foi. Quest’ultima, a sua volta, ha l’aspetto di una variante del citato cognome Foe, Voe tuttora vigente. L’origine è discussa. La forma Voe, da un lato, rappresenta una variante di Boe e Boi. In questo caso Fois sarebbe insorto come soprannome attraverso il sardo voe, boe “bue” come altri cognomi formati da nomi di animali (per es. Angioni, Gattu, Lodde/Loddo, Piga, Pigureddu, Vacca ecc.). Un’altra ipotesi è che derivi dal nome Foe, che è una forma ipocoristica, cioè un vezzeggiativo, del nome Serbadore, Selvadore “Salvatore” (M. Pittau, DCS, II: 38-39).



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