Cognomi sardi: Mulas, notai baccellieri e infine a Bono anche nobili

Il prefetto Salvatore Mulas

L'origine deriva da un nome di animale, come per Cavalli, Agnelli, Lepri, Cervi

Mulas conta circa 1700 famiglie di cui 1300 residenti in Sardegna mentre le restanti sono soprattutto in Piemonte (85), Lazio (77) e Lombardia (66). Nell’isola la sua diffusione è abbastanza uniforme. Nell’ex provincia di Cagliari è presente con 520 famiglie che hanno l’epicentro a Cagliari (181) e cospicui gruppi a Quartu Sant’Elena (42), Nurri (35), Iglesias (27), Carbonia, Monserrato, S. Antioco e Seulo (15). Nella provincia di Sassari (compresa la Gallura) ha 350 famiglie distribuite a Sassari (97), Benetutti (31), Alghero (28), Sorso (27), Olbia (18), Bono (15) ecc. Nella provincia di Nuoro e in Ogliastra ha 385 famiglie con densi nuclei a Fonni (37), Dorgali (34), Tortolì (33), Nuoro (32), Urzulei (25), Lanusei (22), Gavoi (18), Barì Sardo e Loceri (17), Irgoli e Perdasdefogu (16). A Benetutti rappresenta il primo cognome. Mulas va insieme con Mula che conta circa 230 famiglie, di cui 175 residenti nell’isola (Dorgali 46, Orosei 24, Oliena 17, Orune 12). Le due varianti insieme sarebbero al 25° posto tra i cognomi sardi.

Mulas e Mula esistono anche in Spagna ma la loro uguaglianza appare casuale stante l’antichità del cognome sardo che precede di quasi due secoli l’arrivo dei catalano-aragonesi. Anche in Sicilia vige Mula forse insorto per poligenesi, cioè senza relazioni dirette con quello sardo.


Sul piano storico Mula e risale al 1167-69 essendo attestato nel condaghe di Bonarcado come cognome di Austis. In seguito è citato nelle Rendite Pisane (1258-1323) a Solanas e nel 1316 a Lotzorai e Barì Sardo. È registrato nell’atto di pace del 1388 tra la Corona d’Aragona e il Regno di Sardegna a Silì e nei villaggi medievali di Nuracraba, Nuraci Albu e Sorrai. Nel 1497 è presente a Nuoro, Oniferi, Orani, Orotelli, Ottana e Sarule; nel 1515 a Orgosolo; nel 1521 a Osilo; nel 1522 a Perfugas; nel 1568 a Mamoiada; nel 1580 a Gavoi, Olzai e Ovodda; nel 1600 a Bortigali; nel 1618 a Sassari; nel 1654 a Cagliari; nel 1666 a Chiaramonti; nel 1679 a Ittiri; nel 1695 a Bolotana; nel 1729 a Bono; nel 1744 a Triei; nel 1784 ad Alghero; nel 1788 a Nurri; nel 1806 a Loceri; nel 1820 a Belvì; nel 1832 ad Arbus; nel 1842 a Monastir; nel 1843 a Tortolì; nel 1846 a Usini; nel 1848 a Seulo; nel 1857 a Galtellì; nel 1862 a Berchidda e Meana; nel 1880 a Dorgali, Orosei, Lanusei, Muravera, Orotelli, Ozieri e Urzulei.

Mulas inoltre appare spesso negli atti dei Parlamenti del Regno di Sardegna con individui che avevano i titoli di canonico, baccelliere, notaio e cavaliere. I Mulas di Bolotana (1695) e di Bono (1729) assursero al cavalierato e alla nobiltà.

Da Mulas derivano Muledda e Muleddu. Il primo è attestato dal 1886 a Bottida e Nuoro e vige a Cardedu, Lanusei, Nuoro e Sant’ Antioco. Il secondo è raro (Bitti e Bonorva). Un altro derivato è Mua (Cagliari 5, Iglesias, Las Plassas, Uta). Riguardo all’origine e al significato Mula rispecchia il termine mula “mula” che continua il latino mula (DCS, 2, 247). Mulas costituisce il suo plurale familiare (sos Mulas, is Mulas). Mula insorse in un periodo in cui si usavano dei soprannomi formati da nomi di animali (Boi, Corbu, Puddu, Vacca ecc.) poi divenuti cognomi. Un po’ come successe in altre regioni con Agnelli, Cavalli, Lepri.
 

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