Al via una docu serie Netflix sul Covid-19
Si intitola “Il Coronavirus in poche parole”. Interviste con Bill Gates e con Peter Daszak
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ROMA. L'iniziale sottovalutazione della portata della pandemia, con molti leader che ritenevano la situazione sotto controllo (si mostrano, fra le altre, le dichiarazioni di Conte a gennaio e dell'iraniano Rouhani a febbraio, i cui toni sono drasticamente cambiati nelle settimane successive); il modo in cui procede il contagio e le strade scelte per affrontarlo, mentre si cerca il vaccino. È un viaggio per sommi capi ma comprensibile e esaustivo quello di “Il Coronavirus in poche parole”, la miniserie docu in tre episodi che ha appena debuttato con la prima puntata (le altre dovrebbero arrivare in estate) su Netflix.
Un programma instant, che nasce dal filone “In poche parole” creato da Netflix con Vox. Ci avevano visto lungo a novembre, quando avevano dedicato un episodio proprio al rischio di una nuova pandemia (con interviste fra gli altri a Bill Gates e a Peter Daszak, presidente di EcoHealth Alliance), utilizzato come base di partenza per questa nuova full immersion, che ha come voce narrante il Premio Oscar J.K. Simmons. «In termini di morti una pandemia farebbe concorrenza alle guerre più devastanti del passato – aveva detto il creatore della Microsoft al programma nel maggio 2019 –. L'economia si fermerebbe, il costo per l'umanità sarebbe incredibile e nessun Paese sarebbe immune dai problemi che tutto ciò creerebbe». Allarmi lanciati anche dagli scienziati per anni, che ora sono diventati drammaticamente realtà, come ci ricordano le immagini delle sanificazioni di strade deserte in Cina o dei camion militari, carichi di feretri, in Italia. Si traccia la fenomenologia di questo nuovo coronavirus zoonotico (passato dagli animali all'uomo), esplorando, anche con grafici e proiezioni, le modalità e la velocità di contagio: «All'inizio può essere scambiato per altre malattie e questo lo rende più subdolo» si sottolinea. Fra gli aspetti affrontati, le percentuali del rischio di morte e la prevalenza di malati uomini su malati donne (in Italia, 69% uomini e il 31% donne). Le immagini dei medici italiani al lavoro negli ospedali sui pazienti si uniscono alle dichiarazioni ai media di virologi ormai di notorietà globale, come Anthony Fauci, a capo della task force Usa che combatte il virus.
Un programma instant, che nasce dal filone “In poche parole” creato da Netflix con Vox. Ci avevano visto lungo a novembre, quando avevano dedicato un episodio proprio al rischio di una nuova pandemia (con interviste fra gli altri a Bill Gates e a Peter Daszak, presidente di EcoHealth Alliance), utilizzato come base di partenza per questa nuova full immersion, che ha come voce narrante il Premio Oscar J.K. Simmons. «In termini di morti una pandemia farebbe concorrenza alle guerre più devastanti del passato – aveva detto il creatore della Microsoft al programma nel maggio 2019 –. L'economia si fermerebbe, il costo per l'umanità sarebbe incredibile e nessun Paese sarebbe immune dai problemi che tutto ciò creerebbe». Allarmi lanciati anche dagli scienziati per anni, che ora sono diventati drammaticamente realtà, come ci ricordano le immagini delle sanificazioni di strade deserte in Cina o dei camion militari, carichi di feretri, in Italia. Si traccia la fenomenologia di questo nuovo coronavirus zoonotico (passato dagli animali all'uomo), esplorando, anche con grafici e proiezioni, le modalità e la velocità di contagio: «All'inizio può essere scambiato per altre malattie e questo lo rende più subdolo» si sottolinea. Fra gli aspetti affrontati, le percentuali del rischio di morte e la prevalenza di malati uomini su malati donne (in Italia, 69% uomini e il 31% donne). Le immagini dei medici italiani al lavoro negli ospedali sui pazienti si uniscono alle dichiarazioni ai media di virologi ormai di notorietà globale, come Anthony Fauci, a capo della task force Usa che combatte il virus.
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