La Nuova Sardegna

Con Marco Paolini il grande teatro ritorna in Ogliastra

di Giusy Ferreli
Con Marco Paolini il grande teatro ritorna in Ogliastra

Dal 3 al 10 agosto a Jerzu un cartellone che prevede anche gli spettacoli di Francesca Reggiani e di Andrea Pennacchi

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A tutti i figli, bambini e ragazzi che si sono visti sottrarre dalla pandemia socialità e speranza, e a chi ha bisogno di credere nei sogni e nel potere salvifico della bellezza, è dedicata la 22 esima edizione del Festival dei tacchi di Cada die teatro. Negli otto giorni che vanno dal 3 al 10 agosto si cercherà di riannodare le trame tra la società, logorata da mesi di “cattività”, e l’arte della narrazione dal vivo che in questi mesi non ha potuto esprimersi. Nella presentazione (online) del festival che quest’anno si terrà esclusivamente a Jerzu, per lo più nella Cantina Antichi Poderi, il direttore artistico Giancarlo Biffi ha illustrato il ricco cartellone.

«Il festival 2021 – ha sottolineato Biffi – vedrà il ritorno di uno dei suoi amici più cari e di lunga data, Marco Paolini, che torna ad esibirsi in Sardegna, dopo un'assenza di quattro anni, con l’anteprima di “Antenati”, uno studio teatrale con il filosofo, biologo ed evoluzionista Telmo Pievani». Su quegli stessi temi, i due protagonisti incontreranno il pubblico per discutere, raccogliere domande e tentare di offrire delle risposte. Sarà invece una prima volta in Ogliastra quella di Francesca Reggiani con “Il meglio di...”, un racconto sulle donne. Ritorno gradito quello di Andrea Pennacchi che presenterà due spettacoli, “Pojana e i suoi fratelli” e “Una piccola Odissea” e per tutta la durata della rassegna guiderà uno dei tre laboratori in programma.

Tra gli appuntamenti più attesi quello con Bruno Tognolini, scrittore e sceneggiatore per ragazzi che sarà il protagonista, assieme agli attori del Cada die, della presentazione della sua ultima fatica letteraria, “Chisciotte Fenicottero”. La compagnia cagliaritana salirà sul palcoscenico con quattro produzioni: “Pesticidio” con Pierpaolo Piludu, “Mignolina” con Francesca Pani, “Rosmarino e il frigorifero che parla” con Giancarlo Biffi e “Il respiro del vento” con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi. Tra le compagnie sarde ci saranno il Crogiuolo con “Su Connottu” e Rossolevante con “Sicuro?...Sicuro! Le nuovissime avventure di Pinocchio”. L'autore e insegnante Andrea Serra, sarà il protagonista de “L'altalena”. Ed ancora ci saranno i giovani teatranti veneti di Stivalaccio Teatro, protagonisti della tragicommedia “Don Chisciotte”, e i toscani Giallomare Minimal Teatro che presenteranno un omaggio a Dante con “Bambini all’inferno - Storie divine dell’altro mondo”. Dal Piemonte il Teatro degli Acerbi accompagnerà gli spettatori in un viaggio nella natura e lo spettacolo “Pinin e le masche”, racconto di guerre, di ricordi, di viaggi e di fughe. Piemontese è Eliana Cantone della compagnia Il Mutamento che proporrà “La favola di un’altra giovinezza”. Ura Teatro, dalla Puglia, presenterà due spettacoli. Fabrizio Pugliese porterà in scena “L'acquasantissima - Ultimo giorno di Don Salvatore” su mafia e ritualità mentre Fabrizio Saccomanno col suo “Gramsci Antonio detto Nino”, si soffermerà sulla figura dell'intellettuale sardo.

Se per il responsabile della comunicazione di Fondazione Sardegna, Graziano Milia, l’esperienza ventennale del festival è oltremodo positiva, per il sindaco di Jerzu, Carlo Lai, e per il presidente di Antichi Poderi, Marcello Usala, si tratta di un appuntamento imperdibile. «Crediamo da oltre vent'anni nella straordinaria bellezza del teatro, nell'emozione unica che trasmette uno spettacolo dal vivo, tanto più nello scenario di Antichi Poderi e non smetteremo mai di crederci. Jerzu è cultura enologica ma è indiscutibilmente anche cultura del teatro», ha detto Lai. «Anche quest'anno, nonostante le enormi difficoltà non abbiamo avuto dubbi, remore o esitazioni. Jerzu – ha commentato il primo cittadino – sente il dovere morale di portare avanti la rassegna, perché continua a credere nella straordinaria forza di quel grande strumento di educazione dell’anima che è il teatro».

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