1956. A Sassari vincono i giovani turchi e si prendono la Dc e il futuro

Francesco Cossiga e Nino Giagu

Cossiga e altri trentenni chiudono l'era di Campus, cugino di Segni. Un'ascesa che cambierà la politica sarda (e italiana)

Cossiga, Dettori, Giagu, Soddu... le loro prestigiose carriere politiche prendono slancio nel 1956, quando, neanche trentenni, conquistano la segreteria provinciale della Democrazia cristiana a Sassari. È la presa di potere dei “giovani turchi”, come verranno soprannominati. La Nuova ne dà conto in seconda pagina, nella cronaca di Sassari. Titolo: “Aria nuova in seno al Comitato provinciale della d.c.”: «La discussione, soprattutto nella mattinata, è stata molto vivace, talvolta anche rumorosa. Il contrasto tra le due fazioni è, però, risultato perfettamente normale, anche perché la presenza di Segni (all’epoca presidente del Consiglio), che si è tenuto veramente al di sopra della contesa, ha ricordato a tutti le ragioni di delicatezza e di opportunità che consigliano a Sassari l’unità almeno formale del partito».

È un periodo in cui la Sardegna si aspetta molto dallo Stato. E i giovani turchi saranno i protagonisti della svolta politica del 1958 ispirando la giunta regionale di Efisio Corrias, disposta all'apertura a sinistra di cui si inizia a parlare anche a livello nazionale. Ma quel giorno del 1956 la notizia a Sassari è che nella Dc è finita la stagione dell’avvocato Nino Campus, cugino di Segni. «Le liste presentate erano tre. Due di maggioranza e una di opposizione. Quest’ultima ha avuto la meglio. (...) I giovani hanno superato gli anziani mandando così a catafascio certe situazioni che da tempo s’erano dimostrate precarie».

Il segretario provinciale «dovrebbe essere, a quanto pare, il dr. Francesco Cossiga (nella foto con Giagu), avendo riportato il maggior numero di preferenze (7.526)». Gli sviluppi futuri li fiuta Frumentario (Aldo Cesaraccio) nella rubrica “Al caffè”: «Qualcosa di nuovo è accaduto lunedì nella D.C. sassarese. Qualcosa di importante, forse anche qualcosa di buono. Senza che fosse preveduta, si è effettuata una vera e propria “marcia su Campus”. Ed ha avuto successo (...) Il beneficio è questo: d’ora innanzi sapremo, a Sassari e in provincia, che cosa precisamente voglia la D.C. mentre finora non c’era riuscito di saperlo».

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