ossi, al “casablanca”
Viaggio nel cinema russo della rivoluzione d’ottobre
di Fabio Canessa
OSSI. Papà proiezionista, mamma al botteghino. Il sassarese Alfredo Moreno ha sempre respirato l’aria della sala cinematografica e uno dei suoi film preferiti, «Me ne innamorai da ragazzino e l’avrò...
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OSSI. Papà proiezionista, mamma al botteghino. Il sassarese Alfredo Moreno ha sempre respirato l’aria della sala cinematografica e uno dei suoi film preferiti, «Me ne innamorai da ragazzino e l’avrò visto cento volte», non poteva che essere “Nuovo Cinema Paradiso”. Come il giovane Totò del capolavoro di Giuseppe Tornatore ha conosciuto bene la magia della cabina di proiezione, il cuore nascosto di ogni sala: «L’odore della pellicola mi faceva impazzire, era bellissimo, e ricordo mio padre che usava l’acetone per fare in modo che ogni fotogramma si unisse perfettamente con l’altro». Certo i tempi sono cambiati con il digitale, ma il cinema non ha perso il suo fascino di luogo sacro nel quale sognare ed emozionarsi davanti a un grande schermo. E Alfredo, segno del destino lo stesso nome del personaggio interpretato nel film premio Oscar da Philippe Noiret, è diventato un officiante di questa funzione laica: dal 2005 gestisce infatti il Casablanca di Ossi. Una sala con un cineclub così attivo in un paese con poche migliaia di abitanti rappresenta oggi un piccolo, grande miracolo. «Per me è un sogno che si è concretizzato e si rinnova ormai da tanti anni, sempre nel segno della promozione della cultura cinematografica» racconta Moreno che proprio in questo periodo ha rilanciato la campagna di tesseramento della sua associazione che fa parte della Federazione italiana dei circoli del cinema (per informazioni casablanca.cineclub@gmail.com). L’iniziativa più recente del Casablanca riguarda una rassegna con al centro il cinema del grande regista russo Sergej Eisenstein che andrà avanti ancora per cinque appuntamenti, ogni sabato. Questo fine settimana in programma “Ottobre” che racconta la rivoluzione del 1917.
Sette giorni dopo sarà proiettato “Que viva Mexico!”, film celebrativo della rivoluzione messicana. Il 26 marzo spazio al maestoso “Aleksandr Nevskij”, sul principe guerriero considerato dalla tradizione un eroe nazionalpopolare che libera la terra russa dai cavalieri teutonici nel XIII secolo. Il 2 e il 9 aprile la prima e la seconda parte di “Ivan il Terribile”, film biografico sul primo zar. Subito dopo, sempre di sabato, si svilupperà un’altra rassegna dedicata in questo caso a documentari sul tema dell’archeologia: “La Pompei britannica dell’Età del Bronzo” di Sarah Jobling che segue un gruppo di scienziati al lavoro su uno scavo multidisciplinare a Must Farm in Inghilterra dove sono state scoperte le strutture ottimamente conservate di un antico villaggio dell’Età del Bronzo; “Tesori in cambio di armi” di Tristan Chytroschek, sul commercio di antichi tesori d’arte per finanziare guerre; “Sotto la duna” di Domenico Mancheno Sagrario sulla città fenicia di Gadir.
Sette giorni dopo sarà proiettato “Que viva Mexico!”, film celebrativo della rivoluzione messicana. Il 26 marzo spazio al maestoso “Aleksandr Nevskij”, sul principe guerriero considerato dalla tradizione un eroe nazionalpopolare che libera la terra russa dai cavalieri teutonici nel XIII secolo. Il 2 e il 9 aprile la prima e la seconda parte di “Ivan il Terribile”, film biografico sul primo zar. Subito dopo, sempre di sabato, si svilupperà un’altra rassegna dedicata in questo caso a documentari sul tema dell’archeologia: “La Pompei britannica dell’Età del Bronzo” di Sarah Jobling che segue un gruppo di scienziati al lavoro su uno scavo multidisciplinare a Must Farm in Inghilterra dove sono state scoperte le strutture ottimamente conservate di un antico villaggio dell’Età del Bronzo; “Tesori in cambio di armi” di Tristan Chytroschek, sul commercio di antichi tesori d’arte per finanziare guerre; “Sotto la duna” di Domenico Mancheno Sagrario sulla città fenicia di Gadir.
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