La Nuova Sardegna

Il videogioco

In Saturnalia i mamuthones diventano maschere horror

di Fabio Canessa
In Saturnalia i mamuthones diventano maschere horror

Da domani disponibile su console e pc un videogioco di Epic Games interamente ambientato in Sardegna tra nuraghi e miniere abbandonate

27 ottobre 2022
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Un survival horror ambientato in Sardegna, tra storia e tradizioni popolari. Si intitola “Saturnalia” e non è un film, ma un videogioco disponibile da domani su console e su pc con distribuzione Epic Games. L’avventura si sviluppa nell’immaginario villaggio di Gravoi, un labirinto abitato da misteri e leggende, con rituali arcaici da cui i protagonisti devono fuggire per sopravvivere. Frutto del lavoro dello studio di game design Santa Ragione, e realizzato in collaborazione con Big Trouble, il videogioco è stato sviluppato grazie al supporto del programma Europa Creativa dell’Unione Europea e della Fondazione Sardegna Film Commission che ha creato il primo fondo location scouting specificatamente declinato per il mondo videoludico, combinando una ricerca di ambientazioni e talenti con gli incontri di approfondimento. Il team di produzione e l’esperta della Film Commission Susanna Tornesello hanno accompagnato il progetto sin dalle sue prime fasi creative e di sviluppo, favorendo l’incontro con le professionalità delle industrie creative e tecniche dell’isola e creando le condizioni favorevoli per raccontare, attraverso il linguaggio del videogame, la ricchezza e la complessità del patrimonio culturale sardo.

In particolare “Saturnalia” pone l’attenzione sul carnevale barbaricino che, con la reinvenzione dei riti e delle maschere dei mamuthones, sta al centro dell’esperienza orrorifica del videogioco. La mitologia del gioco, i profili dei personaggi, i meccanismi dei suoi puzzle, la struttura del game design sono intrisi di cultura sarda, rispettando sempre le fonti originali e senza intervenire sull’aspetto sacrale e religioso degli antichi riti dell’isola. Per la promozione del videogioco, la Sardegna Film Commission ha fatto realizzare all’artista-artigiano Graziano Viale, di Cabras, una tiratura limitata della maschera in cuoio della creatura del gioco, ispirata al “Boe” di Ottana.

Per quanto riguarda le ambientazioni ci sono diversi riferimenti a luoghi reali dell’isola. Compaiono per esempio un sito nuragico che ricorda quello di Santa Cristina in provincia di Oristano, un castello medievale simile a quello dei Malaspina a Bosa, un complesso minerario che è il risultato di una fusione tra il tunnel di Porto Flavia e gli spazi del Museo di Iglesias. A tal proposito da sottolineare che le lotte per i diritti dei minatori sardi sono centrali per una delle sottotrame del gioco e trovano una giusta collocazione storica negli anni Ottanta, periodo della chiusura delle miniere e in cui è ambientato “Saturnalia”.

Anche la musica utilizzata nel videogioco si basa su una rivisitazione della tradizione popolare isolana, senza contare che alcuni dei dialoghi sono stati tradotti in sardo. La direzione artistica è della scenografa italiana Marta Gabas, scelta per i suoi straordinari lavori teatrali, che ha curato non solo la forma e la struttura degli spazi, ma anche tutti gli elementi che li popolano, costruendo un mondo tanto avvincente quanto agghiacciante.


 

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