La Nuova Sardegna

Lutto

Sassari, addio ad Antonio Bisaccia impegno per l’arte e per la città

di Paolo Curreli
Sassari, addio ad Antonio Bisaccia impegno per l’arte e per la città

Direttore dell’Accademia Sironi, era il “padre” del Mas.Edu

24 marzo 2023
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Addio al direttore dell’Accademia d’Arte Sironi di Sassari. Antonio Bisaccia si è spento dopo una breve malattia. Siciliano, 59 anni da compiere domani, era anche il presidente della conferenza dei direttori delle Accademie di belle arti e d’arte drammatica e recentemente era anche diventato presidente del Cnam, Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale. Bisaccia aveva scelto di vivere a Osilo, paese a pochi chilometri da Sassari. Lascia due figlie e la compagna.

La scomparsa di Antonio Bisaccia non è solo un grave lutto per i suoi cari e per l’istituzione che dirigeva da oltre 30 anni - unica per l’alta formazione nelle arti visive dell’isola - ma anche per la città di Sassari. Nascevano, infatti, dalla sua fervida immaginazione e instancabile attività i progetti di riutilizzo del Masedu e del Mattatoio comunale. Un gioiello di archeologia industriale nel cuore della città che l’Accademia, da lui diretta, ha trasformato nel Mas.Edu, un museo del contemporaneo e nel modernissimo laboratorio di coworking del Centro Risorse “ArtLab Accademia Sironi”. Un luogo della didattica e della creatività, incardinato in una rete internazionale per gli studenti e aperto ai progetti di design e artigianato artistico. La visione di Bisaccia è fondamentale anche per l’urbanistica di Sassari attraverso il progetto dell’ex-Ma, l’antico mattatoio che diverrà “Campus delle Arti e dello Spettacolo”: progetto che è stato accolto in pieno dal Miur che quando sarà realizzato cambierà radicalmente anche i percorsi urbani della città. Citiamo solo alcuni e i più visibili propositi che Bisaccia nella sua, troppo breve e intensissima vita, ha dedicato alla didattica e a Sassari.

In questa visione c’era un Accademia nuova, molto lontana dell’idea consunta di giovani intenti a disegnare il modello, per quanto Bisaccia avesse un grande rispetto per la cultura e i metodi dell’arte classica.

Non solo. Tutto il Paese deve essere grato ad Antonio Bisaccia, sono state le sue battaglie, ancora una volta intense e instancabili, alla guida dell’Afam per ridare dignità all’alta formazione artistica. Attraverso l’equiparazione, come personale e didattica, alla formazione universitaria. Lunghissimo sarebbe l’elenco dei temi affrontati a proposito di questo e alle vittorie ottenute da Bisaccia. Ricordiamo che il suo intento è sempre stato restituire all’arte un ruolo centrale nella crescita del Belpaese: «Se l’arte è il giardino, il fiore all’occhiello e il nostro gioiello, con tutte le potenzialità del rapporto tra bellezza ed economia è necessario traghettare le istituzioni nell’area della formazione superiore». Antonio Bisaccia è stato un uomo di idee e di realizzazioni. Un raffinato intellettuale, con una cultura che spaziava molto oltre le arti visive. Di questo sono testimonianza i suoi numerosi scritti, studi sul cinema e l’arte e sulla comunicazione visiva, oltre che la sua - anche questa intensa-, attività di pubblicista per giornali come Il Sole 24 Ore.

Ripensando in questi tristi momenti alla sua vulcanica mente, alla sua implacabile esigenza di realizzare non solo di teorizzare, alla figura di Antonio Bisaccia, creativo, intellettuale e formatore di giovani, lo ricordiamo con una frase di Churchill che amava ripetere: «Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare». Per questo sosteneva che: «Per fare questo bisogna aderire a un metodo. Trovato questo, qualsiasi idea può incamminarsi verso un destino di successo. Senza metodo anche la migliore idea non ha scampo senza esitazione, senza distinguo, senza pregiudizi».

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