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Addio a Ryan O’Neal, la star di Love Story che fece piangere di commozione una generazione

Addio a Ryan O’Neal, la star di Love Story che fece piangere di commozione una generazione

L’attore è morto a 82 anni, era malato da tempo

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Los Angeles È morto l’attore Ryan O’Neal, nominato all’Oscar per il film “Love Story” e che aveva recitato accanto alla figlia Tatum in “Paper Moon”. Il figlio di O’Neal, Patrick, ha detto su Instagram che suo padre è morto venerdì. Non è stata fornita alcuna causa, ma a Ryan O’Neal è stato diagnosticato un cancro alla prostata nel 2012. O’Neal è stato anche tra i protagonisti di “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick. Divorziato due volte, O’Neal ha avuto una relazione sentimentale con l’attrice Farrah Fawcett per più di due decenni ed è rimasto al suo fianco mentre combatteva il cancro, fino alla sua morte nel 2009.

Dopo un inizio di carriera come stuntman in telefilm, Ryan O’Neal ottenne piccole parti come attore in serie tv come General Electric Theater, Gli intoccabili, Il virginiano, Io e i miei tre figli, fino a diventare co-protagonista del western Empire (1962-63) ambientato nel Nuovo Messico. O’Neal divenne poi un volto popolare del piccolo schermo recitando nella soap opera Peyton Place (1964-69) nella parte di Rodney Harrington, figlio privilegiato di un proprietario di un mulino, accanto a Mia Farrow. Al cinema aveva esordito con una fugace apparizione in Il ranch della violenza (1962). Ma il vero debutto sul grande schermo di O’Neal fu con Io sono perversa (1969) che vedeva protagonista anche l’allora moglie Leigh Taylor-Young; poi interpretò un maratoneta in I formidabili (1970) di Michael Winner. Di quest’ultima pellicola lo scrittore Erich Segal ne scrisse la sceneggiatura e questo portò alla scelta di O’Neal come interprete di Love Story.

L’attore per il film romantico che fece piangere una generazione di spettatori fu candidato all’Oscar come miglior interprete protagonista nel 1971, oltre alla candidatura al Golden Globe, e vinse il David di Donatello per il miglior attore straniero nel 1972. Il film di Arthur Hiller ricevette sette candidature (tra cui quella al miglior film) e vinse un Oscar per la colonna sonora di Francis Lai. Durante le riprese del film Erich Segal scrisse in contemporanea il best seller tratto dalla sua stessa sceneggiatura. Nel 1978 venne realizzato anche un sequel, Oliver’s Story, sempre interpretato da Ryan O’Neal nei panni del vedovo.

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