La Nuova Sardegna

L’intervista

Les Amazones d’Afrique a Berchidda: «La nostra musica lotta per le donne»

di Paolo Ardovino
Les Amazones d’Afrique a Berchidda: «La nostra musica lotta per le donne»

Il gruppo sul palco di Piazza del popolo per “Time in Jazz”

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La musica è politica. La musica è portatrice di messaggi. Lo sanno Assitan "Mamani" Keita, Ahouéfa "Fafa" Ruffino e Alvie Bitemo, eredi di un progetto nato più di dieci anni fa, quello di “Les Amazones d’Afrique”. L’ultimo album del collettivo femminile ha unito ai suoni africani quelli di generi contemporanei in giro per il mondo, soprattutto occidentale. Ed è così che il loro messaggio è diventato universale («Per noi segna una svolta, stiamo aprendo un nuovo capitolo che rafforza l’impegno per i diritti delle donne», dice Fafa Ruffino). Questa sera, dalle 23, sono le protagoniste a Berchidda, in Piazza del popolo, per “Time in Jazz”.

Innanzitutto, com'è portare le musiche di “Musow Danse”, uscito più di un anno fa, sui palchi di diversi Paesi?

«Musow Danse è un album molto spirituale, pieno di amore, energia e speranza. La nostra musica entra in connessione profonda con persone di culture diverse. Sostengono pienamente le nostre lotte contro la violenza e il nostro impegno per l’emancipazione femminile».

Siete grandi rappresentanti dei suoni e delle problematiche dell’Africa. Qual è la vostra causa principale in questo momento?

«Assumiamo questo ruolo con umiltà. È difficile dirlo, di sicuro ci sono tre cause davvero fondamentali: sensibilizzare sulla violenza contro donne e ragazze, l’uguaglianza di genere e il sostegno all’istruzione delle ragazze in Africa».

Pensate che la musica possa davvero cambiare le cose? In che modo?

«Sappiamo tutti che la musica ispira, educa, abbatte i confini. I temi che affrontiamo nelle nostre canzoni sono molto delicati. Eppure, attraverso la nostra musica e le nostre voci, riusciamo a entrare in contatto con le persone e a ispirare un cambiamento senza essere conflittuali. Mettiamo in discussione norme sociali profondamente radicate e spesso considerate accettabili. Quindi sì, con le nostre canzoni possiamo ispirare empatia e comprensione, creando un legame più profondo con altre persone».

Disparità di genere: nel mondo, oggi, esiste ancora, pensate si stiano facendo realmente dei progressi, o cosa manca ancora?

«A livello globale, è in corso un cambiamento. La politica gioca un ruolo significativo nel determinare cosa è permesso e cosa no: e siamo ancora lontani da un mondo in cui le persone possano vivere liberamente e in modo autentico. Il mondo ideale sarebbe quello in cui tutti possano godere di una vera libertà di espressione e di vita. Anche se dei progressi ci sono, resta ancora molto da fare. Alla fine, ciò di cui abbiamo veramente bisogno è un autentico amore per sé stessi e per gli altri. Crediamo che istruzione, consapevolezza e impegno siano fondamentali per raggiungere una vera uguaglianza».

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