Emma Dante: «Il mio re Chicchinella come Trump: le favole di centinaia di anni fa raccontano il mondo di oggi»
La regista teatrale siciliana, Leone d'oro alla carriera, a Cagliari e Sassari con il suo spettacolo
Quando in Italia si parla di teatro contemporaneo, all’avanguardia, il suo è uno dei nomi più ricorrenti. E, infatti, è notizia di due giorni fa, la Biennale di Venezia ha deciso di attribuirle il Leone d’oro alla carriera. Ora Emma Dante arriva finalmente in Sardegna con “Re Chicchinella”, il suo nuovo spettacolo tratto da una novella de “Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerelle”, la celebre raccolta di novelle in lingua napoletana scritta da Giambattista Basile. La favola racconta la strana malattia di un sovrano che come una gallina magica produce delle uova d'oro: una sorta di dono di Mida alla rovescia, un incantesimo fatale che mette in risalto l'avidità dei parenti e l'ipocrisia della corte. Emma Dante è la regista di una compagnia che comprende Carmine Maringola, Annamaria Palomba, Angelica Bifano, Davide Mazzella e Simone Mazzella, Stéphanie Taillandier, Viola Carinci, Davide Celona, Roberto Galbo, Enrico Lodovisi e Yannick Lomboto, Samuel Salamone, Marta Zollet e Odette Lodovisi. L’appuntamento, targato Cedac, sarà al Teatro Massimo di Cagliari dal 28 gennaio al 1° febbraio, al Comunale di Sassari lunedì 2 febbraio.
Dante, partiamo dalla fine: Leone d’oro alla carriera. Come ha reagito alla notizia?
«Sono molto contenta, e devo dire anche molto emozionata. Soprattutto per i tanti messaggi di affetto che sto ricevendo in questi giorni. Vedo tante persone felici per questo mio riconoscimento, e quando succede così vuole dire che quel riconoscimento è un po’ di tutti».
Chi è il Re Chicchinella?
«Intanto, bisogna dire che “chicchinella” in napoletano vuole dire gallina. E lui è proprio un re-gallina, perché una gallina si è infilata nel suo sedere e ha raggiunto lo stomaco prendendo alloggio dentro di lui. Lui non può più fare nulla, né sedersi né andare a cavallo né coricarsi. È un po’ invalido. Diciamo che è una fiaba molto divertente ma anche feroce, perché siamo davanti a uno che può avere il potere di tutto ma non sa che farsene perché non può essere re. È una storia sulla ottusità, sulla solitudine del potere. È circondato da questa corte di galline che lo venerano perché lui depone le uova d’oro, ma in realtà sono tutti interessati a lui per questo motivo».
Nella società di oggi chi è Chicchinella?
«Potrebbe anche essere Donald Trump, che è stato sicuramente posseduto da qualcosa di maligno. Le favole raccontano sempre la verità, e qui parliamo di una favola del 1600. Ancora oggi noi ci interroghiamo sulle stesse cose. In qualsiasi epoca c’è il terribile potere che distrugge, ci sono la sopraffazione, la violenza, la disinformazione. Noi continuiamo a raccontare favole per evidenziare le storie di oggi».
Oggi qual è il rapporto tra potere e cultura?
«Nullo direi, non c’è alcun rapporto. Mi sembra ci sia un appiattimento, un tentativo di normalizzazione. La cultura ha a che fare con l’altitudine, se abbassiamo tutto, tutto diventa selvaggio, senza virtù. Non c’è virtù senza cultura. Oggi viviamo un’era in cui la virtù è l’ultima dei traguardi. Oggi gli interessi sono altri, molto più materiali: quanto incassa un film al botteghino, quale libro vende di più».
In una società che travolge e stravolge tutto il teatro resiste.
«Il teatro resisterà sempre fino alla fine dei tempi. Finché ci saranno l’uomo e la donna con i loro sogni l’umanità avrà sempre bisogno di uno specchio: il teatro è intramontabile».
Cosa accomuna e cosa divide la Emma Dante regista teatrale e quella cinematografica?
«Cambiano un po’ le visioni, perché cinema e teatro sono totalmente diversi. Sono due approcci diversi, due modi distinti di affrontare i mezzi espressivi ma alla fine sono sempre io».
Via Castellana Bandiera, Le sorelle Macaluso, Misericordia: quale ritiene il suo film più riuscito?
«In realtà, nessuno è riuscito del tutto. Non sono film perfetti. Io sono più legata a “Misericordia”, è una storia molto vicina a me, mi tocca molto. Quello meno perfetto è sicuramente il primo, perché ci sono io come attrice. Lo metto per ultimo».
Un nuovo film?
«Per ora no».
