La Nuova Sardegna

I voti

Seconda serata Sanremo 2026, le pagelle di Matteo Porru: brillano Fedez e Masini, malissimo LDA e AKA7even

di Matteo Porru
Seconda serata Sanremo 2026, le pagelle di Matteo Porru: brillano Fedez e Masini, malissimo LDA e AKA7even

Il secondo atto della kermesse non incalza e non coinvolge

5 MINUTI DI LETTURA





Alla fine della seconda serata di Sanremo, dopo il ghiaccio, si è rotto il gioco: il carosello del settantaseiesimo festival della canzone italiana procede troppo spesso senza entusiasmo. Non incalza, non coinvolge. È un festival a quadretti, in Excel, incolonnato su un impianto poco godibile e farraginoso che si scardina solo durante i tributi o le belle canzoni. Poche note di colore —soltanto nei fiori e in qualche vestito— e un’infinità di occasioni stroncate sul nascere. «Viene la noia», come cantava Angelina Mango, perché all’Ariston, per la prima volta da quando lo seguo, «si muore senza morire». Ed è un gran peccato.

Le nuove proposte

Le nuove proposte aprono le danze — in realtà le danze le accennano—, Nicolò Filippucci vince agilmente su Blind – Voto 6, El Ma e Niccolò Cervellin – Voto 5;

Angelica Bove —bella voce, la canzone meno – Voto 6.5 — trionfa su Mazzariello – Voto 5.5. Sono quasi gli unici che sanno cantare in tutta la serata. Menzione speciale a Gianluca Gazzoli, che tiene il palco infinitamente meglio di Carlo Conti — considerato che arriva dallo studio alla diretta non è scontato, anzi.
I conduttori tout court, Laura Pausini e ancora Conti, non hanno alcun tipo di alchimia. Sono schiavi dei gobbi e del manierismo. Al quadretto infelice si aggiunge la rigidità di entrambi. Non si sono ancora sciolti, forse non lo faranno mai.

I big in gara


Arriva Patty Pravo. Mezzo punto in più perché è lei. La canzone non si vede ma sotto sotto c’è. A settantasette anni è l’unica che ancora accende il pubblico quando entra. – Voto 5.5
LDA e AKA7EVEN. Qui la canzone non c’è manco sotto sotto. È una delle mille mila fatte a stampo. Non ha un testo, non ha spinta. Solo ritmo e sorrisi. Loro però sono belli. – Voto 5, avrei voluto dare meno
Arriva Lauro e si respira un po’. L’unico che conduce con uno stile e senza avere gli aculei sul microfono. È spigliato, vivace. Provano a baciarselo pure le campionesse olimpiche —da casa più di qualcuna le ha invidiate—.
Ecco Enrico Nigiotti. La voce ce l’ha, il brano è classico ma lo sa cantare, stasera sembrava particolarmente ispirato. Non mi è dispiaciuto. – Voto 6.5
Bello il coro ANFFAS, che manda in tilt la testa di Conti con la bella richiesta di una foto. Si può dare di più? No, loro hanno dato tutto, e con tutto il cuore, e si è visto.
Pilar Fogliati è bravissima, emozionatissima, brillantissima, ma non viene sostenuta né nelle interazioni né nelle gag —come invece succederà per Lillo, che arriva dopo ed è anche lui bravissimo, emozionatissimo e brillantissimo—. Non è colpa sua, ma non è andata bene. Forse è la cosa che mi è dispiaciuta di più.
Tommaso Paradiso becca qualche stecca ma si mangia il palco. La canzone non è un capolavoro ma in confronto alle altre si fa ascoltare. – Voto 6.5
Elettra Lamborghini. Tante piume. Fino a metà esibizione non ho capito le parole. Nell’altra metà sono aumentate le piume. – Voto 4.5
Ermal Meta . Il messaggio e il senso sono meravigliosi, la canzone proprio non mi convince. Stasera sembrava scarico; appena finisce di cantare dice una frase che mi commuove molto. – Voto 6, a malincuore
L’imitatore di Laura Pausini entra in maniera confusa: ieri il pubblico l’ha accolto con insofferenza, e si è sentita tutta. Oggi è andata un po’ meglio. Ma non capisco il senso dell’operazione. Non ci arrivo proprio.
Per fortuna duettano Pausini e Lauro.
Ancora più per fortuna arriva Levante. L’unica bella canzone, la più interessante a livello sonoro e canoro, e il testo più bello. Vorrei vincesse lei, e se lo merita. Se accadesse, “lacrimerei tutto il mio stupore”. – Voto 8.5
Le bambole di pezza . La canzone non brilla ma tra qualche stecca la portano a casa. – Voto 5.5
Brilla invece ancora una volta Achille Lauro con il tributo a Crans Montana. La cosa più bella vista finora all’Ariston. La musica nel suo senso più profondo, più catartico e più salvifico.
Chiello ci prova ma non va nemmeno a lui. La canzone è debole, lui canta stanco. Da qui in avanti la stanchezza si sente. Conti fa il countdown col microfono aperto prima di riprendere la linea dopo la pubblicità di Eni.  Voto 5
J-AX, Italia Starter Pack è una canzone che non può che essere sua ed è per questo che forse mi sembra di averla già sentita troppe volte. Ma funziona. Lui stasera è un po’ giù. – Voto 5.5
Nayt invece è su. La canzone ha un po’ di vita, lui pure, considerate le ultime esibizioni questa mi sembra ottima. Confermo l’impressione anche perché dopo arriva di nuovo Pezzali in crociera, e stendiamo un velo pietoso solo perché ne abbiamo solo uno. – Voto 5.5
Fulminacci ha la fortuna di avere un gran talento e la sfortuna —non stupida— di avere un brano che ne esalta forse la metà, che comunque lui tira fuori bene. – Voto 6.5
Fedez e Masini hanno una pepita d’oro di canzone. Qualitativamente siamo già nel podio. Non so dove, ma lassù. Sono bravi, insieme funzionano, ci si ferma e ce la si gode. – Voto 8
Fausto Leali prende il premio alla carriera. Congratulazioni.
Dargen D’Amico è l’unica lampada ad avere il genio. Sotto il solito impianto sonoro nasconde tutto, ma proprio tutto il suo mondo. E la canzone più orecchiabile, quella  con il motivetto che buca. Dice cose interessanti, fa ridere, fa pensare, la balli. Kaboom. – Voto 8
La serie fortunata si chiude con DITONELLAPIAGA, che si avvicina alla logica di Dargen ma non brilla. Al secondo ascolto mi sembra meno potente e un po’ troppo sostenuta dagli impianti, ma la canzone c’è. Vediamo alla prossima. – Voto 7
Poi arriva l’omaggio alla Vanoni e con sé una domanda: perché a quest’ora? Perché quaggiù? Bello, bellissimo, ma ero così stanco da non essere riuscito a godermelo.
Lillo con l’urlatore di mambo mi rimette al mondo. Due collegamenti ed è finita. È tardi, ma non troppo. Vediamo domani a che ora finirà.

Primo Piano
Tribunale

Processo Ingenium, arriva la sentenza per l’ex assessora regionale Alessandra Zedda

Le nostre iniziative