La Nuova Sardegna

I voti

Sanremo 2026, le pagelle della quarta serata: Gassman e Aiello urlatori, trionfano Ditonellapiaga e TonyPitony

di Francesco Zizi e Paolo Ardovino
Sanremo 2026, le pagelle della quarta serata: Gassman e Aiello urlatori, trionfano Ditonellapiaga e TonyPitony

I top e i flop secondo i giornalisti della Nuova Sardegna

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Per alcuni era la serata più attesa, di sicuro quella dei colpi di scena. La gara dei 30 big del festival di Sanremo 2026 si è interrotta per fare spazio alla notte delle cover, ieri venerdì 26 febbraio. Brani che hanno fatto la storia della musica italiana, hit del passato, capolavori internazionali: ogni concorrente ha scelto un artista - o più di uno - per farsi accompagnare in duetto. A trionfare è stato il duetto di Ditonellapiaga e TonyPitony, premiato dal favore del pubblico a casa che ha televotato, ma anche da sala stampa e giuria delle radio. Tra sorprese e cover più o meno riuscite, ecco le pagelle dei giornalisti della Nuova Sardegna, Francesco Zizi e Paolo Ardovino.

Le pagelle

Elettra Lamborghini con Las Ketchup – “Aserejé”: Elettra conosce i suoi limiti canori e sceglie una canzone poco impegnata e poco impegnativa. Las Ketchup fanno il loro e danno il giusto colore al tutto. Risultato: tutto l’Ariston in piedi a ballare. Si diverte e ha fatto divertire. I “festini bilaterali” non l’hanno scalfita. Voto 6,5

Eddie Brock con Fabrizio Moro – “Portami via”: Fabrizio Moro sostiene – sia vocalmente che a livello di presenza scenica – tutta l’esibizione. Eddie Brock? L’autotune cerca di correre in soccorso e di salvare il salvabile, purtroppo con scarsi risultati deludenti. “Meno male che Moro c’è”. Voto 5.5

Mara Sattei con Mecna – “L’ultimo bacio”: Il duo sceglie un archetipo arrugginito: strofa rappata e ritornello cantato. Il problema? Il testo originale è così bello che non c’era alcun bisogno di rivisitarlo, a meno di non avere la bacchetta magica per migliorarlo o dargli un’altra veste. Invece qui il tentativo fa un po’ l’effetto della manica bagnata dopo aver lavato le mani: fastidioso. Voto 6

Patty Pravo con Aimofej Andrijashenko – “Ti lascio una canzone”: L’interpretazione in questo omaggio alla compianta amica Ornella Vanoni è impeccabile. Timofej Andrijashenko, primo ballerino della Scala, è la cornice perfetta, per un quadro che strappa applausi a scena aperta. Voto 7

Levante con Gaia – “I maschi”: La canzone della Nannini non viene stravolta, il risultato è convincente. Gaia in versione “pop rock” è credibilissima, Levante lo sapevamo già. Divertenti e convincenti, con quel pizzico di pepe che non guasta mai. Voto 7

Malika Ayane e Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiata dentro il cuore”: Ayane per rivisitare l’iconico pezzo di Mina sceglie Claudio Santamaria nell’inedita – ma non troppo – veste di cantante. All’inizio è un po’ fuori tempo, ma poi prende coraggio e insieme a Malika portano il pezzo a casa. Voto 6.5

Le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto”: La band tutta al femminile e Cristina D’Avena divorano il palco rivisitando la sigla cult in chiave hard rock e inserendo pure un po’ di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin. D’Avena non invecchia mai: potrebbe tranquillamente sostituire Cristina Scabbia nei Lacuna Coil. Potenti. Voto 7

Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi”: Dargen sceglie Pupo e Fabrizio Bosso per lanciare un messaggio contro la guerra. Il problema? Farlo con chi disse “Canto in Russia perché mi pagano” è un cortocircuito che strappa un mezzo sorriso e un “ehm… ok”. Al netto della geopolitica (e del cachet in rubli di Ghinazzi), esibizione che si lascia ascoltare. Voto 6,5

Tommaso Paradiso con gli Stadio – “L’ultima luna”: L’ammirazione di Paradiso verso Dalla si vede tutta: il capolavoro è interpretato con rispetto, e allo stesso tempo la sua impronta si sente. Con la voce di Gaetano Curreri si crea un mix perfetto. Voto 8

Michele Bravi e Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno”: Una delle migliori di stasera. La Mannoia è in uno stato di grazia da far venire la pelle d’oca. Bravi rispettoso della grandezza della Mannoia, è a suo agio e preciso. Voto 9

Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – “Vita”: e invece no. Perché a un certo punto spunta Gianni Morandi e il duetto diventa affare di famiglia. L’effetto wow fa la sua parte, l’emozione pure. Voto 8

Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – “Il mondo”: Esibizione composta. "San Brunori" fa il suo e ormai sa dove mettere le mani. Maria Antonietta e Colombre sono affiatati e vocalmente sicuri. Tutto funziona, ma forse un po’ tutto troppo rassicurante. Voto 6.5

Fulminacci con Francesca Fagnani - "Parole parole": Questo è rivisitare un pezzo. Fulminacci “smonta” il pezzo con intelligenza. La Fagnani che “risponde” alle frasi della canzone di Mina con tempi e sguardi da attrice consumata. Mentre l’Ariston canta a squarciagola in una atmosfera da "C'eravamo tanto amati". Belve. Voto 9

LDA & AKA7even con Tullio De Piscopo - "Andamento lento": L’Ariston si trasforma nei quartieri spagnoli e c’è il rischio che da un momento all’altro spunti il tizio che ti fa bere la "limonata a cosce aperte". Tullio De Piscopo con i suoi tom è trascinante. Tanto groove. Voto 7

Raf con i The Kolors – “The riddle”: I The Kolors non riescono a dare freschezza al brano che fu remixato nel 1999 da Gigi Dag. Il sound invece che riportarci alla spensieratezza di quel periodo, rievoca le cose più agghiaccianti di fine anni ’90: i jeans a vita alta, le pubblicità martellanti e i turisti con i marsupi e le ciabatte fluo negli autogrill. Solo a pensarci viene in mente Joe Bastianich: “Vuoi che muoro?”. Voto 4

J-Ax con Ligera County Fam - “E la vita, la vita”: Per carità, simpatica. Operazione revival riuscita, esibizione da abbracciamoci tutti e cantiamo a squarciagola una Milano che non c'è più e manca. Voto 6

Ditonellapiaga con Tony Pitony - “The lady is a tramp”: Tutti si aspettavano una grande boutade, invece costruiscono una cover perfetta.  L'inciso con "ba ba baciami piccina" si incastra benissimo, le aggiunte sono divertenti e brillanti. Viva i Ditony. Voto 9

Enrico Nigiotti con Alfa — “En e Xanax”: Troppa riverenza, la canzone non viene stravolta ma neanche troppo personalizzata. Esibizione ben fatta, ma abbastanza dimenticabile. Voto 5.5

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – “Besame Mucho”: Serena Brancale vuole dirci in tutti i modi che un anno fa ha scherzato e che può fare quello che vuole. In tutto il mondo c'è gente che paga (tanto) per vedere robe come questa. Voto 8

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi - “Hit the Road Jack”: Britti e Biondi fanno i Blues brothers. Sayf fa l'interprete, il rapper, il trombettista, il mattatore. Personalità a secchiate. Voto 8.5

Francesco Renga con Giusy Ferreri - “Ragazzo solo, ragazza sola”:
Si vede che sono presi bene, ma tanto presi bene. Ma solo loro. Voto 5

Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma - “Quello che le donne non dicono”: Si prende tutto l'Ariston. Giganteggia L'interpretazione è solenne ma anche perfetta per Frozen. Voto 7.5

Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci  “Baila Morena:
Al ragazzo gli si vuole bene, a Roy Paci pure, a Belen anche. Va bene così. Voto 5

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo - “Cinque giorni”:  Sal Da Vinci è come Sansone. Se gli tolgono il pop neomelodico perde i superpoteri. Zarrillo alza l'asticella e fa cantare tutti. Voto 6.5

Fedez & Masini con Stjepan Hauser – “Meravigliosa Creatura”:
Fedez è come quel compagno che a scuola nei lavori di gruppo faceva fare tutto al più bravo e poi si prendeva i meriti. Masini in stato di grazia. Voto 6

Ermal Meta con Dardust - “Golden Hour”: La combinazione tra i due è fantastica, offrono un'esibizione di grande spessore, forse un po' troppo piatta. Voto 7

Nayt con Joan Thiele - “La canzone dell’amore perduto”:
Non esiste serata cover senza Faber. Questa è toccante ed evocativa, l'unico problema è che è tutto dovuto all'ospite del duetto. Joan Thiele è eterea, dialoga con l'orchestra e sovrasta Nayt. Voto 7

Luchè con Gianluca Grignani - “Falco a metà”: Un solo desiderio: che i due portino questa versione in studio. Grignani è un valore aggiunto, se usato bene. E qui sublima le barre di Luchè. Peccato per Schettini che arriva subito dopo e rovina tutta l'atmosfera. Voto 8

Chiello con maestro Saverio Cigarini - “Mi sono innamorato di te“:
Inutile, continueremo a chiederci come sarebbe stata con Morgan. Con la sola voce di Chiello, senza artifici, è arrivata tutta la semplicità di un capolavoro. Voto 7

Leo Gassmann con Aiello - “Era già tutto previsto”: Entrambi interpretano, eccome se interpretano, ammiccano, si girano attorno, urlano. Ma convincono molto poco. Voto 4

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