Da Oschiri all’Università di Chicago, la cultura piange la scomparsa di Paolo Cherchi
Filologo, storico della letteratura italiana, scrittore, socio dell’Accademia dei Lincei, è scomparso a 88 anni
Sassari Il mondo della cultura piange la scomparsa di Paolo Cherchi, professore emerito della University of Chicago, nonché socio straniero dell’Accademia dei Lincei, originario di Oschiri, dove era nato il 10 maggio 1937. Filologo e storico della letteratura italiana, si era laureato in Lettere all’Università di Cagliari nel 1962. Successivamente aveva conseguito un dottorato di ricerca in lingue romanze all’Università della California di Berkeley nel 1966. Dal 1966 al 2003 ha insegnato letteratura italiana e spagnola all’Università di Chicago, di cui è poi divenuto professore emerito. Dal 2003 al 2009 è stato inoltre professore ordinario di letteratura italiana all’Università di Ferrara. Ha partecipato come relatore a numerosi congressi di rilievo internazionale. Dal 2016 era socio straniero dell’Accademia dei Lincei. Si è occupato prevalentemente di letteratura medioevale e rinascimentale.
L’ultimo suo libro è Il tramonto dell’onestade (Edizioni di Storia e Letteratura 2016); fra i suoi precedenti volumi citiamo: Polimatia di riuso. Mezzo secolo di plagio (Bulzoni 1998); L’alambicco in biblioteca: distillati rari (Longo 2000); L’onestade e l’onesto raccontare del Decameron (Cadmo 2004); Le nozze di Filologia e Fortuna (Bagatto 2006); Verso la chiusura. Saggio sul Canzoniere di Petrarca (il Mulino 2008); La rosa dei venti. Una mappa delle teorie letterarie (Carocci 2011); Erudizione e leggerezza. Saggi di filologia comparativa (Viella 2012). Ha pubblicato inoltre articoli, edizioni (fra cui La piazza universale di tutte le professioni del mondo di Tommaso Garzoni, Einaudi 1996) e traduzioni (l’ultima è il romanzo catalano di Joanot Martorell, Tirante il Bianco, Einaudi 2013). Autore anche di fiction con Erostrati e astripeti (Il Maestrale 2005).
