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La Sardegna isola del rock e del metal, dagli Zen Circus ai Mayhem: ecco tutti i concerti estivi da non perdere

di Alessandro Marongiu
La Sardegna isola del rock e del metal, dagli Zen Circus ai Mayhem: ecco tutti i concerti estivi da non perdere

Non solo i grandi nomi del panorama “mainstream”, anche tanti eventi per gli amanti della musica alternativa

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Ci sono speranze, nell’estate sarda tendenzialmente affollata di grandi nomi del panorama musicale più accessibile, anche per chi ha orecchie e gusti orientati verso il rock più duro e il metal? Non solo speranze: ci sono, per citare un famoso slogan di qualche era fa, solide realtà. E che realtà. La prima proposta di grido la offre il Fabrik di Cagliari il 14 giugno con i Corrosion of Conformity, in quella che per giunta sarà l’unica data italiana del loro tour nel Vecchio Continente.

Prese le mosse nel 1982 con le sonorità punk e crossover che caratterizzano i primi due album, dall’arrivo di Pepper Keenan e dall’uscita nel 1991 di “Blind” la band amplia i propri confini, rallentando i ritmi e affermandosi con un sound ruvido in cui confluiscono metal, southern rock e, più avanti ancora, blues. Il successo di vendite è sancito da “Deliverance” del 1994, mentre “Wiseblood” del 1996 spalanca alla formazione le porte di una lunga serie di date tra Europa e Stati Uniti di spalla ai Metallica. Negli anni si susseguono cinque album, la morte del batterista Reed Mullin e l’abbandono del bassista Mike Dean; le figure storiche del gruppo sono a oggi il cofondatore Woody Weatherman alla chitarra e il già citato Keenan alla voce e alla chitarra: con il bassista Bobby Landgraf e il nuovo batterista Nick Shabatura, i C.O.C., come sono amichevolmente chiamati, proporranno alcuni brani dal fresco doppio “Good God / Baad Man”, oltre naturalmente ai pezzi più famosi del passato.

Meno di una settimana dopo, e cioè sabato 20, l’AlterDay Fest presenta a Seneghe un programma con Volume Collettivo, Ugly Sounds, Softsun, Fangosberla ma soprattutto Yawning Man. Il nome dirà forse poco, ma dalla metà degli anni Ottanta Gary Arce, Mario Lalli e Alfredo Hernández, sostituito dietro le pelli da Bill Stinson nel 2011, hanno dato un apporto fondamentale alla creazione e alla definizione di quella scena desert rock e stoner da cui sono poi esplosi, ad esempio, Kyuss e Queens of the Stone Age.

Ancora Cagliari, e ancora il Fabrik, per il ritorno di Jon Spencer. Chi ricorda il concerto del 2019 di questo monumento del rock sa già che non potrà mancare; per chi non c’era sarà un’occasione da non lasciar scappare per godersi l’esuberanza live del musicista del New Hampshire, coadiuvato da Kendall Wind al basso e da Spider Bowman alla batteria, la sezione ritmica con cui Spencer ha registrato l’imminente “Songs of Personal Loss and Protest”.

I primi estratti dal lavoro, “Knock ’Em Out” e “Orange Slice Blues”, sono una valida anticipazione del mix di garage, rock’n’roll e blues, condito da ritornelli a elevato tasso di cantabilità, che riempirà il locale sabato 27 giugno. Pressoché votata alla storia del metal italiano la nuova edizione di Sorres In Rock, in calendario il 3 e il 4 luglio a Villasor (con ingresso gratuito). Protagonisti i “classici” Vanexa, Strana Officina e Skanners; a completare il programma i più giovani Maverix, che in ogni caso avranno come special guest il veterano Pino Scotto, e poi spazio alla Sardegna con l’heavy/epic metal degli Icy Steel, il suono anni Ottanta dei Megahera e il sulfureo doom cantato in limba degli Arkon.

Il 9 luglio prende avvio alla Villa Siotto di Sarroch il Sa Rock Festival. Prima giornata dedicata a celebrare il mezzo secolo di vita del punk (con apposito ingresso gratuito per completare la festa), che mette sul piatto una mostra fotografica, dibattiti e le note di K’E-K’E-EM, Fangosberla, degli inglesi Sharp Class e dei torinesi Bull Brigade. Il 10 l’attrazione principale saranno i Marlene Kuntz, impegnati in un’altra celebrazione, quella per i trent’anni dell’album “Il vile” (prima di loro Gaia Banfi, Camala e Forms), e l’11 gli Zen Circus, preceduti da Cigno, Angus Bit e Post Coital Tristesse.

La proposta di grido numero due proviene dal neonato Disaster Festival, in cartellone alla Fiera di Cagliari il 12 luglio: sul palco, per la prima volta sull’isola, i Mayhem. Parliamo di un mito assoluto della musica più oltranzista, il cui nome è quasi sinonimo di un intero genere, il black metal, che i norvegesi hanno contribuito a consolidare e a diffondere nel mondo a partire dall’indimenticabile esordio del 1994 “De Mysteriis Dom Sathanas”.

La giornata si preannuncia irrinunciabile anche per un secondo nome leggendario, quello dei canadesi Voivod, gli alfieri del trash metal progressivo e sperimentale, che potrebbero regalare anche al pubblico nostrano, tempo a disposizione permettendo, un singolo meraviglioso come “Nanoman”, assente dal vivo da inizio millennio.

Immancabili, è facile prevedere, l’inno “Voivod” e la cover di “Astronomy Domine” dei Pink Floyd. In apertura Slug Gore, Collapse e Hold Me Tigh. Sempre all’Arena, cinque giorni dopo, un deciso cambio di atmosfere con il maestro Ian Anderson e i suoi Jethro Tull; il 21 a Tharros, poi, la non comune chance di sentire pezzi epocali come “Please, Please, Please Let Me Get What I Want” e “How Soon Is Now?” degli Smiths direttamente dalle corde di Johnny Marr. Evento centrale è al solito il benemerito Rock and Bol, che taglia il traguardo della17esima edizione con la band italiana del momento, i Messa.

In una dozzina di anni il quartetto di Bassano Del Grappa ha saputo distinguersi anche a livello internazionale, come dimostra la pubblicazione dell’ultimo “The Spin” con un’etichetta di enorme peso e prestigio come la Metal Blade, motivo ulteriore per non perdersi il concerto di Bolotana del 25 luglio. In apertura Warpit, Darkhold e For Different Ways.

Eccoci ad agosto. Sabato 8 i «suoni della Sardegna oscura» troveranno la sede ideale nella Cueva di Quartucciu per la terza edizione del festival Umbras, che sarà animata da Endelos (Carbonia), Culto di Eris (Cagliari) e Threehouse Trauma (Olbia).

Dieci giorni esatti e ci sarà da fare un salto all’Arena Fenicia di Sant’Antioco per il Sulky Rock Festival. Tappa obbligatoria, appunto, il 18 agosto per la terza proposta di grido della stagione: i Mogwai. Se Mayhem significa black metal, insieme ai Sigur Rós gli scozzesi, da “Mogwai Young Team” del 1997 in avanti – undici album, svariati ep, singoli, raccolte –, significano post-rock. Non sono più i Mogwai di una volta? Chissà (magari sono solo i loro ascoltatori di una volta a essere invecchiati malino). Fa poca differenza: lo sottolineiamo benché sia quasi superfluo, questa sarà comunque un’esibizione enormemente suggestiva.

Prima dei Mogwai, tra gli altri, DITZ e gli ottimi Sick Tamburo. Il Sulky Rock continua il 29 agosto, con i The Kooks, e con anche i Tre Allegri Ragazzi Morti e i Sikitikis. L’ottava edizione di un’altra manifestazione ormai consolidata come il Sons of Rock si svolgerà sotto il segno dei Rage. Guidati da 40 anni dall’immarcescibile Peter “Peavy” Wagner, il 22 agosto i tedeschi diffonderanno nell’Arena Comunale di Mores (e nelle zone circostanti) il sound senza compromessi che li ha resi su scala globale un’istituzione per i fan del power e dello speed metal. In apertura Dohlmen e Dogmathica. Senza dimenticare le tre date agostane dei Punkreas, il 10 a Gonnesa, l’11 a Banari e il 12 a Nurallao, ricapitoliamo: (molta) Cagliari, e poi Seneghe, Villasor, Quartucciu, Sarroch, Bolotana, Tharros, Sant’Antioco, Mores. E Sassari?, si potrebbe chiedere qualcuno. Forse, più verosimilmente, non se lo chiede proprio più nessuno. Ma noi, memori del così raro piacere di poter andare a piedi a un concerto come quello dei Placebo nel 2023, un filo di speranza nonostante tutto vogliamo conservarlo, e la domanda la poniamo lo stesso: e Sassari?

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