La Nuova Sardegna

L'intervista

Lina Sastri: «Eduardo e Nanni Loy: nella mia carriera ho avuto la fortuna di incontrare grandi maestri»

di Alessandro Pirina
Lina Sastri: «Eduardo e Nanni Loy: nella mia carriera ho avuto la fortuna di incontrare grandi maestri»

L'attrice napoletana in tournée in Sardegna con lo spettacolo su Maria Maddalena

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Il suo nome è legato alla magia del teatro napoletano e al grande cinema d’autore. Lina Sastri fa parte di quella categoria di attori e attrici che hanno avuto la fortuna - con merito - di lavorare con i più grandi maestri. Da Eduardo a Woody Allen. Oggi l’attrice napoletana, in scena con Claudio Romano alla chitarra e Gianluca Mirra alle percussioni, arriva in Sardegna per una tre giorni con “Maria Maddalena o della salvezza”, da “Fuochi” di Marguerite Yourcenar, un toccante monologo al femminile da lei diretto e interpretato. Appuntamento oggi, 22 luglio, alle 21 al Nuraghe Albucciu di Arzachena (in collaborazione con Deamater), domani, 23 luglio, alle 21.30 a Lo Quarter di Alghero per l’estate del Cedac e venerdì,24 luglio, alle 20 a Nora per la Notte dei Poeti.

Chi era Maria Maddalena?
«Secondo Yourcenar ovviamente e non secondo me, era una donna promessa sposa di Giovanni che lasciò la sera prima delle nozze per andare con Gesù. Prima di diventare una prostituta fu una discepola di Gesù e se ne innamorò perdutamente. Non dello spirito ma della carne. Lei non fu ricambiata ma fu accolta tra i suoi discepoli, senza però avere alcuna restituzione dell’amore straordinario che lei gli aveva regalato. Alla fine, questo la avvelena, la lascia da sola e lei trova Dio, che la converte “salvandola dalla felicità”. Una cosa molto triste».

Cosa ha messo di suo in questa Maria Maddalena?
«Ci ho messo la visione. Vedere un racconto non è facilissimo. I testi sono molto letterari, non è un linguaggio di tutti i giorni. Il mio compito è stato renderlo vivo, come quando parli. Poi ho inserito la musica, anche la Buona novella di De André. Ho creato la possibilità di raccontare una vita e non un racconto».

La sua carriera è iniziata a teatro: cosa è stato per lei l’incontro con Eduardo?
«A Eduardo ho dedicato un intero spettacolo, l’Eduardo mio. Ovvero tutto quello che ho vissuto da ragazzina. Eduardo era un intellettuale, un uomo fuori dagli schemi, severo ma sensibile. Un maestro di vita non solo sul palcoscenico. Da lui ho imparato l’importanza del silenzio, della pausa, del pensiero dietro ogni parola, del rispetto per gli altri».

Al cinema ha esordito con Squitieri, ma è stato Nanni Loy ad averla in qualche modo consacrata. Che ricordo ha del regista cagliaritano?
«È stato il meraviglioso maestro nel film che mi ha cambiato la vita (“Mi manda Picone”, ndr). Un grande gentiluomo, intelligente, sensibile, sornione. Era umanissimo, aveva capito le mie fragilità. In quel film d’esordio che mi ha dato il successo mi ha accompagnata. Pur essendo moderno, era un uomo di altri tempi, un cavaliere. Ho avuto la fortuna, sia al cinema che a teatro, di conoscere questi grandi maestri fuori dagli schemi che mi hanno amata».

Tre David di Donatello in tre anni, film con i più importanti registi, da Nanni Moretti a Giuseppe Bertolucci, a Woody Allen: cosa le è mancato?
«In realtà, mi manca tutto. Mi manca uno spettacolo in musica che parli della musica della mia terra. Mi manca un secondo film come regista. Mi manca che il mio corto dedicato a mio fratello sia visto nelle scuole. Mi manca la prosa...».

Però ha un festival di Sanremo in gara nel 1992.
«Mamma mia... fu un’esperienza difficile. La ricordo con terrore. Tornare? Non sono una cantante, non lo so... ma sarebbe bellissimo».

Alcune sue colleghe lamentano il fatto che dopo una certa età per le attrici ci sono solo ruoli di supporto ai giovani e non più da protagonista: condivide questa protesta?
«Al cinema ci vogliono solo a fare le bisnonne. Ma non è un problema solo del nostro Paese. A teatro non accade, ma è anche vero che il cinema è seduzione. La conseguenza della seduzione è la bellezza della giovinezza, di un cielo senza nuvole. Ma forse sarebbe bello potere raccontare anche qualche cielo che ha attraversato tempeste».

Nel suo futuro cosa c’è?
«Da ottobre farò la mamma di Maradona in un musical. Poi continuo con i miei spettacoli, sto girando la nuova stagione di “Vincenzo Malinconico”. E poi nel 2028 tornerò alla prosa».
 

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