Fiorella Mannoia canta “Anime salve”: «Il mio omaggio a Fabrizio e Ivano» – VIDEO
L’artista, nota per il suo impegno civile, ha parlato anche di guerre e violenza di genere: «Insegnate ai figli che il rifiuto di una donna non è un insulto alla virilità»
Santa Margherita di Pula «Quando le cose non vanno, dobbiamo trovare il coraggio di andare in direzione ostinata e contraria». Le prime parole dal palco di Fiorella Mannoia sono dirette alla platea della Forte Arena, in prima fila il ministro della Difesa Guido Crosetto, che lei guarda anche quando parla di guerra, dei «bambini strappati dalle braccia delle madri per essere mandati al fronte» e del «popolo palestinese» che Mannoia, conosciuta e amata dal suo pubblico anche per il suo impegno civile, paragona agli indiani d'America.
«E certo non potevamo immaginare che oggi ci ritrovassimo qui a parlare di guerra, di quelle guerre di cui parlava Fabrizio nelle sue canzoni e di cui si rammaricava perché, diceva, non avevamo imparato niente».
«Certo, le canzoni non cambiano il mondo, ma fanno riflettere e fanno emozionare». Le canzoni, dalla prima all’ultima, “Quello che le donne non dicono”, hanno emozionato. Tanto.
Le canzoni di Fabrizio e Ivano e i grandi musicisti
Con lei un'orchestra di giovanissimi talenti e musicisti straordinari: Carlo Di Francesco alle percussioni e direzione musicale, Diego Corradin alla batteria, Claudio Storniolo (pianoforte e tastiere), Luca Visigalli al basso e Max Rosati alle chitarre. Fra gli strumenti anche le launeddas, per uno spettacolo intenso, capace di intrecciare passato e presente, tradizione e sensibilità contemporanea. Con la sua voce inconfondibile e la forza interpretativa che da sempre la contraddistinguono, Fiorella Mannoia ha regalato al pubblico della Forte Arena una serata emozionante e indimenticabile, nel cuore dell’estate sarda.
In una scaletta di oltre venti brani, per oltre due ore di concerto, brani indimenticabili dell’album – insignito della Targa Tenco – come Khorakhanè e Smisurata preghiera, ai successi più amati e già intrecciati al repertorio e al cuore di Fiorella, fino a nuove interpretazioni di capolavori dei due maestri, tra cui La guerra di Piero, Il pescatore e C’è tempo, Bocca di rosa, La canzone di Marinella e Il pescatore, fino alle interpretazioni dei brani di Fossati come Lindbergh e La mia banda suona il rock. Non sono mancati i brani più amati dal pubblico di Fiorella Mannoia: Sally e Quello che le donne non dicono, con cui l’artista ha chiuso la serata.
Il progetto live Anime salve: l’omaggio a De Andrè e Fossati
Col nuovo progetto live “Fiorella canta Fabrizio e Ivano – Anime Salve”, l’artista restituisce, con la sua inconfondibile sensibilità, i brani più celebri e amati di Fabrizio De André (colui che «mi ha fatto diventare quella che sono») e Ivano Fossati: «Un mio amico fraterno», racconta Mannoia dal palco.
Un viaggio potente e intenso nel repertorio di due dei più grandi e influenti cantautori di sempre, figure cruciali per la sua carriera e la sua storia artistica, in occasione dei 30 anni dell’album pietra miliare nella storia della musica italiana, ultimo testamento creativo di Faber, realizzato insieme a Fossati.
Il tour 2026, intitolato “Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve”, nasce nel trentennale di Anime Salve, l’ultimo straordinario lavoro di Fabrizio De André, realizzato insieme a Ivano Fossati e pubblicato nel 1996. Un album considerato una pietra miliare della musica italiana capace ancora oggi di parlare a generazioni diverse con la sua straordinaria forza poetica e civile.
La voce intensa e l’eleganza interpretativa di Fiorella Mannoia hanno donato al pubblico un nuovo viaggio musicale fatto di memoria, poesia e impegno civile.
La cornice suggestiva del teatro sotto le stelle di Santa Margherita di Pula, da sempre scenario privilegiato per i grandi eventi musicali dell’estate, è stata la cornice perfetta per un concerto che ha conquistato il pubblico dei grandi eventi dell'estate 2026.
Anfiteatro romano chiuso: «Riapritelo»
Sul finale, Mannoia ha fatto un appello per la riapertura dell'anfiteatro romano di Cagliari chiuso dal 2011: "Riapritelo, è un vero peccato, ricordo un bellissimo concerto fatto ormai 20 anni fa. Spero che in platea ci sia qualche giornalista o qualche politico locale che possa rilanciare il mio appello". Infine il messaggio di gratitudine dopo l'ultimo brano che ha chiamato a raccolta sotto il palco il pubblico femminile e non solo: "Quello che le donne non dicono". Mannoia lo dedica alle associazioni sarde che si occupano di violenza di genere: «A presto con il nostro evento “Una nessuna, Centomila” grazie al quale riusciamo a devolvere importanti fondi ai centri antiviolenza come i vostri». Poi il messaggio ai maschi e l’invito a condividere una battaglia insieme con le donne: «Insegnate ai figli che il rifiuto di una donna non è un insulto alla virilità»
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