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Alzheimer, monsignor Sánchez Sorondo: "Innovazione e accompagnamento vadano di pari passo"

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Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - “Oggi l'Alzheimer ci impone di recuperare da un lato l'innovazione scientifica, che permette interventi diretti sulle cellule, sulle molecole e sui tessuti prima impossibili. Parliamo di farmaci straordinari, che vanno però usati con equilibrio, senza esagerazioni, perché si tratta di ambiti estremamente delicati. Dall'altro lato, accanto alla terapia medica, è necessario trovare un equilibrio con la cura intesa come accompagnamento del paziente, coinvolgendo la famiglia, la società e le istituzioni”. Così mons. Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere emerito della Pontificia Accademia delle Scienze, intervenendo in occasione del convegno 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva', ospitato dalla Santa Sede, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l'Alzheimer, che ha visto riuniti rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica, delle associazioni dei pazienti e del mondo ecclesiale. “Dobbiamo accompagnare il paziente anche dal punto di vista della comunità cristiana e spirituale – ha aggiunto - Significa pregare insieme a lui: la sofferenza che sta vivendo è una partecipazione alla sofferenza di Cristo, un dolore che può avere un valore salvifico per se stessi e per gli altri. C'è una ricchezza enorme in questa sofferenza – ha sottolineato - Lo dico perché mi occupo anche di un'altra grave forma di sofferenza: la tratta di esseri umani. Quando si incontra una ragazza vittima della prostituzione, l'obiettivo è aiutarla a uscire da quella condizione anche attraverso un approccio religioso di fondo, che dia un senso al dolore subito. Credo - ha concluso - che si debba approfondire questa doppia strada: quella dell'innovazione medica e quella, più profonda, della cura e dell'accompagnamento della persona”.

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