Malpezzi (Pd): "No a device fino a 36 mesi, lo spiegheranno ostetriche e pediatri"
2 MINUTI DI LETTURA
Roma, 23 lug. (Adnkronos Salute) - "È un disegno di legge molto importante perché parte dal dare una mano alle famiglie che spesso non sanno il male che gli schermi fanno ai bambini. Quindi, in maniera molto chiara, diciamo che dagli zero ai 36 mesi non ci deve essere esposizione agli schermi. Spieghiamo perché, ma lo facciamo attraverso l'aiuto dei pediatri che durante i controlli spiegano ai genitori che cosa non devono fare con questi strumenti digitali. Il lavoro viene fatto anche a monte, coinvolgendo le ostetriche. Quindi, dal momento in cui inizia una gravidanza e c'è una presa in carico, ecco che ci può essere un accompagnamento di natura formativa". Lo afferma la senatrice Simona Malpezzi nel corso dell'incontro in Senato organizzato per presentare la proposta di legge 'Disposizioni per la regolamentazione dell'esposizione ai dispositivi digitali nei bambini e nelle bambine da zero a tre anni a tutela del loro sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale e per la promozione di un graduale accesso al loro utilizzo durante la minore età', formulata proprio su sua iniziativa, promossa insieme alla Società italiana di pediatria e a Fondazione Terre des Hommes Italia Ets e sostenuta in maniera bipartisan da parlamentari di tutti i gruppi politici. "È una legge firmata da tutte le forze politiche, ed era giusto che fosse così - afferma - Il disegno di legge è stato licenziato per il drafting. Speriamo si possa calendarizzare nel più breve tempo possibile". Essendo la proposta bipartisan, "non ci sarà bisogno neanche delle cosiddette audizioni, perché i pediatri, le ostetriche e gli infermieri sono già stati rappresentati. Quindi c'è già un percorso fatto e incanalato", spiega auspicando che l'iter a questo punto potrebbe essere veloce e "passare all'altro ramo del Parlamento" in tempo per "la legge di Bilancio, per mettere un finanziamento per l'aiuto alle campagne informative, tenendo conto che il Governo ha messo a disposizione già dei fondi a riguardo". Per la senatrice la legge potrebbe essere "uno strumento molto utile", mentre le forze politiche sono già a lavoro "anche sull'altro disegno di legge, che prevede il divieto" dei device "sotto i 15 anni, perché l'emergenza c'è e abbiamo bisogno di dire stop, altrimenti i genitori non si rendono conto" dei danni, conclude.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google