La Nuova Sardegna

La digitalizzazione del patrimonio culturale è realtà: a Sassari presentato lo scanner "Sfera"






Sassari Una struttura circolare di fotocamere, come un occhio tecnologico che osserva da ogni angolo: così Sassari presenta S.f.e.r.a., il prototipo di scanner volumetrico 3D che segna un primato assoluto. È infatti la prima piattaforma di questo tipo in Italia e una delle pochissime presenti in Europa, capace di portare la digitalizzazione del patrimonio culturale fuori dai grandi centri tecnologici e metterla a disposizione di istituzioni locali, musei minori e realtà artigianali.

L’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” ha presentato il progetto, all’Auditorium Ex-Ma.Ter, durante una giornata di studi che ha messo in dialogo innovazione e tutela del patrimonio. S.f.e.r.a. – Scanning for Fine Exploration and Representation of Arts – rientra nell’ecosistema E.INS del PNRR e nasce come piattaforma modulare e portabile, costruita per essere smontata, trasportata e rimontata direttamente nei luoghi che custodiscono i beni. L’obiettivo è chiaro: digitalizzare per democratizzare l’accesso, generando modelli 3D ad alta risoluzione che possono essere usati per archivi, restauro virtuale, realtà aumentata e didattica interattiva.

Non è solo tecnologia, ma un nuovo modo di intendere la conservazione. In questo scenario si colloca la visione di Diego Ganga, ideatore e supervisore scientifico del prototipo, che descrive S.f.e.r.a. come un laboratorio permanente, pensato per evolvere nel tempo. Al suo fianco, il lavoro tecnico di Alessandro Fele e Andrea Folino, in collaborazione con Reef Studios, hanno trasformato il progetto in una macchina concreta e operativa. S.f.e.r.a. apre così una strada nuova: non solo custodire, ma far viaggiare il patrimonio, portandolo oltre i confini fisici dei musei. (a cura di Rachele Falchi)

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